Dove fa freddo, ci siamo

Noi italiani siamo, è scolpito sulle quattro facciate del Palazzo della Civiltà Italiana a Roma, all’Eur, “un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori”. Si sono dimenticati  “di atleti di livello”, ma il fascismo, che pure di retorica si nutriva, aveva in mente quanto pochi, già allora, fossero i campioni dello sport, a fronte di una larga maggioranza di sedentari italici.

Considerati i risultati della giornata di ieri, non improprio (anche se lungo) sarebbe stato scolpire all’Eur “un popolo di gente che non teme il freddo”, visto che là dove la temperatura avvicina lo zero o trova il segno meno a precedere la cifra, si producono soddisfazioni di ogni genere e qualità, all’aperto e al coperto.

Andiamo con ordine, INDOOR.

Ieri sera Carolina Kostner all’undicesima apparizione agli Europei ha conquistato il suo quinto titolo continentale. Splendido il suo esercizio libero sulle note del “Bolero” di Ravel che le ha permesso di superare la russa Adelina Sotnikova, al comando dopo il programma corto. Ottima quarta Valentina Marchei. E prima delle nostre due soliste sul ghiaccio era venuto il bronzo nelle coppie di artistico con Stefania Berton-Ondrej Hotarek e quello nella danza di Anna Cappellini-Luca Lanotte.

A seguire, OUTDOOR.

Poche ore prima in Austria Dominik Paris, 24enne liberista “a statuto speciale” (non alambiccatevi, è semplicemente altoatesino) ci aveva regalato l’emozione della vita imponendosi sulla Streif, la mitica pista di Kitzbuehel. Un’altra emozione, di diverso tenore, autenticamente da brividi, veniva dal nostro Peter Fill finito contro i teloni e prodottosi in un involontario salto mortale all’indietro conclusosi nel migliore dei modi, senza danni fisici.

Mica era finita. Nello snowboard in Canada, ai Mondiali di Stoneham, un altro atleta a statuto speciale, Roland Fischnaller ha chiuso al secondo posto nel gigante parallelo. Medaglia d’argento, l’ultima volta era stato di bronzo ai Mondiali.

L’ultima emozione di giornata è venuta da Simone Origone, tornato in spolvero dopo gli infortuni della passata stagione. Il valdostano ha rimesso in ordine le gerarchie dello sci di velocità, quello che un tempo si chiamava Kilometro lanciato e a Vars, Francia, ha vinto per la quinta volta i Mondiali di velocità (l’ex Kilometro lanciato). Quarto il fratello Ivan, visto gioire con grande entusiasmo.

di SportivamenteMag

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