Il Mali e altre storie africane

In questi giorni ha preso il via la rassegna di calcio meglio nota come Coppa D’Africa, evento che in Europa produce quasi esclusivamente risvolti polemici, visto che il torneo africano sottrae alcuni giocatori ai campionati del nostro continente, con proteste dei club chi si ritengono danneggiati, come se non sapessero che i calciatori hanno tutti i diritti di giocare nelle loro nazionali.

La nostra visione eurocentrica dovrebbe attenuarsi riflettendo sul fatto che il continente nero produce autentiche magie, spesso ribaltando i pronostici. Basta ricordare l’ultima edizione che ha visto l’affermazione dello Zambia, mai ammesso a un Mondiale di calcio, il cui successo ha ricordato il dramma di un’intera generazione. Quasi tutti i giocatori e i dirigenti zambiani perirono nella tragedia di Libreville del 1993, quando l’aereo si inabissò non lontano dalla capitale del Gabon. Solo cinque giocatori si salvarono perché aveva deciso di trasferirsi in auto. Stavano per giocare l’incontro decisivo per qualificarsi ai Mondiali americani, Usa ’94.

Quella tragedia trasformata in trionfo sembra sceneggiata da un grande cineasta.

L’attualità ci porta al Mali, sfortunata nazione che sta vivendo una guerra accompagnata da una carestia devastante. Se si desidera approfondire l’argomento il consiglio è leggere il numero di Limes “Fronte del Sahara”, decisamente esaustivo. La Libia con la sua rivoluzione ha portato allo sconvolgimento dell’intera area, al dissolvimento dell’esercito e della polizia, ha creato il problema delle armi, abbandonate da questi e da quelli. I tuareg che combattevano per Gheddafi, una volta ritornati nel Paese, il Mali, hanno accelerato la guerra civile e la loro temporanea alleanza con i narco-islamici ha portato alla separazione netta del territorio, il nord in mano agli estremisti islamici e il sud controllato dall’esercito del Mali.

Mamadou Samassa con la maglia del Chievo

Drammatiche le conseguenze per il calcio africano, costretto a spostare la Coppa, inizialmente affidata alla Libia, in Sud Africa. Quest’ultimo, riaprendo i quattro stadi utilizzati per i Mondiali 2010, si è fatto carico della manifestazione e il torneo ha preso il via con i pareggi tra Marocco e Angola e tra il Sud Africa e Capo Verde, entrambi finiti 0-0.

Il Mali gioca il torneo con la speranza che le sorti della nazionale facciano dimenticare per qualche ore le tragedie in corso un po’ dappertutto nel Paese, non solo a Bamako. Lo stesso giocatore della nazionale Keita è consapevole che la situazione non potrà cambiare ma “la squadra farà il possibile per regalare serenità”.

La magia potrà forse ripetersi e i nazionali del Mali, la gran parte in squadre francesi, faranno il possibile per coltivare un sogno. I vari Diarra, Sissoko e Traoré, oltre a Samassa, giocano per ragioni che vanno ben oltre il rettangolo verde di Port Elizabeth.

Il torneo per il Mali è cominciato ieri con i confinanti del Niger e lo ha risolto proprio Keita con un suo gol, l’unico dell’incontro. Quanto al Niger, la sua nazionale ha dovuto affrontare diverse difficoltà economiche solo per pagarsi la trasferta aerea, al punto che i tifosi si sono autotassati. Ci si chiede perché in queste situazioni la ricca FIFA non possa intervenire sostenendo nazioni poco fortunate almeno per garantire lo svolgimento regolare del torneo.

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