Chi è sporco e chi no (nessuno)

Caro direttore,

quando ho saputo che Armstrong avrebbe vuotato il sacco non mi sono sorpreso affatto. Molti appassionati e soprattutto numerosi detrattori del nostro sport, e ti assicuro che sono tanti, hanno cominciato ad aggiungere fango al fango, esclamando: “tu credi ancora a questo sport che non ha più nulla di pulito e credibile?”.

Io ho sempre risposto affermativamente, perché lo sport e segnatamente il ciclismo, oltre a essere una filosofia di vita, è una autentica fede per chi lo pratica e lo segue con passione. La fede è una continua ricerca. Una sfida. Una scommessa.

Quante volte ci scopriamo traditi: dalla donna che amiamo, dagli amici del cuore, da fratelli e famigliari. E allora, dovremmo chiuderci e barricarci in noi stessi, isolandoci dal resto del mondo?

Io non ho mai creduto che Lance pedalasse a pane e acqua. Sapevo qualcosa su quei trucchi. Quando ho appreso la notizia che il ciclismo rischia di essere depennato dal programma olimpico, ci sono rimasto male.

Allora si dovrebbero cancellare le Olimpiadi, se è vero come è vero che la maggior parte dei record e delle prestazioni nelle discipline dell’atletica e del nuoto, che sono gli sport principi dei Giochi, sono tutti taroccati. La denuncia di Franco Donati è impeccabile e risale all’Olimpiade di Los Angeles 1984. Insomma, è inutile ripetere che il doping è divenuto un circolo vizioso, una sorta di spirale da cui a fatica si uscirà. Troppi interessi, troppe discriminazioni e incapacità di gestire in modo equo il fenomeno.

Basta quindi con le ipocrisie o la caccia alle streghe. È inutile che certi falsi moralisti, difensori di altre discipline, puntino il dito sul ciclismo, urlando a squarciagola che lo sport della bici è intriso di doping, anzi è il doping.

Lavate, per cortesia, i panni sporchi in casa vostra e siate più obiettivi. Il ciclismo ha pagato e sta pagando più degli altri sport e forse per questo, a lungo andare, si rivelerà il più pulito o, se volete, il meno sporco.

Peccato che, dopo quello che sta succedendo, quando ci entusiasmeremo al termine di una impresa di un nostro ciclista, dovremo sempre chiosare con un s.d. (salvo doping).

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