Triathlon, parliamo di bici

Ragioniamo di bicicletta, in ambito triathlon, anche se alcune situazioni possono valere in assoluto, qualunque siano le gare o le sfide che andrete ad affrontare.
La frazione in bici, nelle gare in cui è permessa la scia, ovvero su quasi tutte le distanze più brevi, è quella che si tende a considerare, ai fini della classifica finale, la meno importante.

Se sei forte a nuoto puoi giocare nelle posizioni migliori; se sei forte a piedi puoi lottare fino all’ultimo metro e spesso recuperare molte posizioni di chi ha più doti natatorie o ciclistiche; la bici è considerata un passaggio tra la prima e la terza specialità, perché per fare davvero la differenza in bici devi essere di un livello forse troppo alto.

(Avremo uno spazio specifico per parlare delle transizioni, che appunto nella frazione ciclistica trovano il loro motivo di esistere)

Molti pensano che basti trovare un buon gruppo e cercare di stare in scia, magari dare una mano in testa al gruppo se la velocità lo permette.

Non hanno tutti i torti, diciamolo.

Non mi sentirete dire qualcosa contro quelli che si piazzano in fondo al gruppo e si lasciano portare fino al cambio, magari per sfrecciarti via e umiliarti a piedi dopo aver risparmiato energie in bici.

È una strategia, e come tale va accettata e rispettata: dipende da me correre meglio di loro o pedalare talmente forte da non permettergli di stare in scia!

Un appunto però lo posso fare.

Se hai deciso di succhiare la ruota per tutta la frazione, stai in fondo e fatti tirare, non venire in testa al gruppo a far finta di fare l’andatura o a spezzare inconsapevolmente il ritmo!

Grazie!

Tornando alle cose serie. Il ciclismo è uno sport che a molti pare semplice, perché bene o male abbiamo tutti imparato ad andare in bicicletta quando eravamo molto piccoli; in realtà, soprattutto nella sua versione agonistica, si tratta di una disciplina molto tecnica, in grado di diventare molto pericolosa quando i protagonisti peccano in esperienza e appunto tecnicità.

Ho visto persone inchiodare all’inizio o a metà di una rotonda, in gara; ho visto ciclisti a terra; ho visto curve prese contromano col gruppo che arrivava dalla parte opposta…

Anche se il vostro obiettivo è solo quello di riuscire a stare attaccati a quel gruppetto che si è formato appena dopo l’uscita dall’acqua, ci sono degli allenamenti specifici, che includono doti sia tecniche che atletiche, per riuscire a dare il meglio già nei primi chilometri!

Anche in questo caso il miglior consiglio che vi posso dare è quello di trovarvi un amico esperto con cui uscire, magari anche di leggervi qualche libro sull’argomento (scie, direzione del vento, cambi in testa, fila doppia…) e poi applicare per prima cosa su di voi i suggerimenti e le tecniche.

Se non avete un amico così, o se vi rendete conto che l’amico in questione sembra un esperto ma in realtà non lo è, investite una piccola cifra per consultare un allenatore.

Bastano una o due uscite insieme, in fondo abbiamo tutti voluto la bicicletta…

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