Ciao allo scorbutico del beach

Ci eravamo dimenticati di salutare Jonas Reckermann e ora rimediamo. A parte il piccolo mondo – tutt’altro che antico – del beach volley, un sacco di gente nemmeno sa chi sia. Quando va bene qualcuno ne ricorda il nome, Jonas, perché un figlio di Josefa Idem si chiama così. Già sentito, insomma. Il cognome, decisamente meno familiare.

In un mondo dove brasiliani e statunitensi primeggiano da sempre, Reckermann è stato il miglior talento del beach volley europeo, senza alcun dubbio.

La sua notorietà si lega anche a un carattere non facile, diciamo che Jonas non ha mai legato con nessun giornalista, nemmeno tedesco. Risolveva tutto dicendo “io bado a giocare, voi a non scrivere idiozie”. Non sul suo conto, in generale. Un buon consiglio alla categoria, a qualsiasi latitudine.

Per uscire da ogni equivoco la notorietà di Jonas Reckermann, in coppia con Julius Brink, tedesco lui pure, si lega all’oro olimpico vinto dai due a Londra 2012.

Il saluto a Jonas è obbligato perché a 33 anni, quanti ne ha, è costretto a dire basta: contro la volontà di monetizzare, ci avrebbe tenuto, su Jonas hanno avuto la meglio i problemi alla schiena, la cisti alla colonna vertebrale che da anni lo tormentava. A nulla è servito l’intervento chirurgico cui si è sottoposto in ottobre.

I problemi alla schiena hanno sempre indotto Reckermann a risparmiarsi. In nove anni ha vinto 7 tornei di World Tour vinti a cui si aggiunge il Mondiale 2009 colto a Stavanger. Sul piano continentale Reckermann se ne va con in tasca 4 titoli europei, due vinti con Dieckmann e due con Brink. Quest’ultimo, orfano di Jonas, in questa stagione giocherà con Seba Fuchs.

Un ciao allo scorbutico Jonas, con la dovuta ammirazione. Nessuno, per lui, ha scritto “t’amo sulla sabbia” come cantavano, secoli fa, Franco IV e Franco I.

di SportivamenteMag

Leggi anche:

F1, le misure antifurbastri
Veneto sugli scudi nell’hockey inline
Bici che valeva la pena ritrovare
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: