Le classifiche… addomesticate

© LaPresse

I gironi d’andata dei campionati che li contemplano – la serie A di calcio è un buon esempio – per alcuni sono infernali, per altri paradisiaci. Tutto dipende dall’angolazione con cui si guardano le classifiche, leggibili dall’alto in basso, dal basso in alto e anche scomponendole, a misura di convenienza.

Il bello è che hanno tutti ragione, anche il Messaggero.it che propone la graduatoria del rendimento casalingo delle squadre che danno vita al campionato. Curiosamente in questa graduatoria svetta la Lazio con 25 punti (su 39 totali) conquistati in casa. Seguono la Fiorentina con 23, il Napoli con 23. Poi la Juventus 22, il Parma 21, il Catania 20, il Milan e il Chievo 18, Roma e Inter 17, Udinese e Atalanta 16, Pescara 13; Bologna, Siena e Palermo 12, Torino 11, Sampdoria 10, Genoa 9, Cagliari 8.

A parte il Cagliari, per il quale il concetto di “giocare in casa” è curioso, Is Arenas può essere dovunque, a seconda delle circostanze, e in parecchie occasioni oltre che isolani i tifosi rossoblù si sono sentiti isolati, le altre squadre sembrano ignorare il fattore campo.

In realtà le squadre di bassa classifica, almeno nove su venti, si arrabattano, giocano considerando il pareggio un risultato comunque utile, perché cercano di cavarsela rispetto a squadre strutturalmente più forti. E questo avviene in casa come in trasferta. Chi sostiene che il campionato italiano è equilibrato, prende sempre a prestito un caso emblematico, la Sampdoria che in dieci uomini vince a Torino contro la Juventus, leader indiscussa del campionato. Storia recente, chiamiamola di scuola, Davide che abbatte Golia.

Il “campionato più bello del mondo” è uno slogan che ricorda l’adagio dei “favolosi anni Sessanta. Il “campionato più equilibrato al mondo” è un’altra panzana, buona per giustificare inopitate sconfitte e inopinate rimonte, dove la Roma fa scuola. I giallorossi, per fare il verso al Messaggero (nomen omen già nella testata) illudono frequentemente i loro tifosi. Qualora venisse compilata la classifica (virtuale) in base al risultato dei primi tempi di ogni incontro i giallorossi di Zeman potrebbero essere molto meglio piazzati. Ma questo determinerebbe un solo effetto: accelerare la sorte di Zeman, molto simile a quella del suo predecessore Luis Enrique.

—————————–

Media inglese, per chi non ne sa

La vecchia “media inglese”, che nasce negli anni Trenta del Novecento e che il fascismo aveva modificato in “media scudetto” per evitare di riconoscere i meriti della “perfida Albione”, si basava su vittoria in casa e pareggio in trasferta per garantire un rendimento senza sussulti, in grado di determinare un esito vincente o perlomeno molto competitivo. La “media inglese” sanciva una forte penalizzazione per le situazioni avverse (-2 per la sconfitta in casa, -1 per il pareggio). La sconfitta in trasferta vale -1.

Con i 3 punti assegnati in classifica per la vittoria – il pareggio vale comunque un punto – la “media inglese” è stata aggiornata: pesa molto di più la sconfitta in casa

(-3), pesa parecchio il pareggio casalingo (-2) ma pure la sconfitta in trasferta vale -1, così come c’è un premio maggiorato (+2) per chi vince “fra le mura amiche”. Mura che, considerati certi tifosi, forse non sono propriamente tali.

di SportivamenteMag

Leggi anche:

Arrampicatori, per sport
Guido, il dirompente
11 momenti di grande calcio
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: