Triathlon, a partire dal nuoto

Da parecchio incrocio gente stimolata, che mi dice: “mi piacerebbe provare il triathlon, voglio preparare un Iron Man, se avessi più tempo, ma dev’essere durissimo…” Forse il mio filtro di atleta e di tecnico di triathlon mi sta facendo vedere ovunque persone incuriosite, ma credo davvero che negli ultimi tempi l’interesse per questo sport sia cresciuto molto.

In effetti anche i numeri lo confermano: più gare, più iscritti, un decimo posto alle Olimpiadi di Londra che è solo la punta dell’iceberg di un movimento in crescita.
In tanti mi chiedono consigli, dritte, consulenze. Il mito dell’Iron Man la fa da padrone, per questo inauguro uno spazio in cui condividere alcuni consigli, alcuni accorgimenti di base, che forse non troverete sui libri di triathlon…
Magari cercherò anche di sfatare qualche mito, di rompere qualche convinzione limitante che circola ancora tra gli addetti ai lavori.

 

Iniziamo dal nuoto

Non siete grandi nuotatori?

Sentite che se nel triathlon ci fosse un po’ meno nuoto e un po’ più di bici, o di corsa, andreste molto più forte?
Non avete ancora iniziato a gareggiare proprio perché il nuoto è il vostro tallone d’Achille?
Scommetto che qualcuno vi ha detto che il nuoto è lo sport più tecnico, e soprattutto che non si può imparare a nuotare forte da adulti, magari anche che non ne vale la pena…

Bene!

Dando per vera la prima affermazione, anche se potremmo aprire un dibattito su quali elementi utilizzare per confrontare la tecnicità del nuoto e quella del ciclismo, convengo comunque sul fatto che il nuoto sia uno sport dove la tecnica è importantissima. Puoi avere muscoli, cuore e polmoni e comunque vagare nell’acqua nelle ultime posizioni se non hai la giusta tecnica.

Ma dire che non si può imparare, questo no!

Sarà più difficile per una persona di 40 anni piuttosto che per uno di 12?

Probabile.

Giusto per dimostrarvi che non parlo e basta, vi porto il mio esempio, che in questo caso è da manuale.

Ho partecipato alla mia prima gara nel giugno 2007, all’età di 31 anni, la frazione in acqua era in una piscina da 25 metri, all’aperto. Me la volevo prendere comoda, sapevo che il nuoto non era certo il mio punto di forza, ma la temperatura gelida dell’acqua mi ha spinto a dare il massimo che potevo in quel momento, tanto che già ai trecento metri stavo pensando a come avrei potuto terminare la gara. Da sottolineare che la frazione era prevista su 675 metri, non sui classici 750 (non chiedetemi perché, in quel momento la cosa di certo non mi dispiaceva)

Ho concluso la frazione in 15’09”, terzultimo. (risultati 2007)

Non perdo troppo tempo a raccontarvi le altre due frazioni, vi dico solo che in bici ho avuto la fortuna di trovare un sant’uomo che ha limitato la mia agonia tirandomi per quasi tutta la gara, mentre la corsa è stata un lento arrancare verso l’arrivo, con l’unico obiettivo di non arrivare ultimo.

Da quel giorno cosa ho fatto? Mi sono concentrato sulla bici e sulla corsa, che sulla carta erano i miei punti di forza?

Di sicuro mi sono allenato di più su quelle specialità, ma fin da subito ho capito che, se non avessi fatto qualcosa per uscire un po’ prima, e possibilmente un po’ più fresco dall’acqua, le mie gare sarebbero sempre state un calvario fino all’arrivo. Da quel giorno ho iniziato a prendere lezioni di nuoto, sia private che di gruppo.

Ho cercato di nuotare con persone più veloci e preparate di me.

Ho letto, ricercato in internet, studiato, sperimentato su me stesso, a volte anche con spirito critico.

Ho imparato a capire l’acqua, ad amarla forse.

Se proiettiamo il mio tempo del 2007 sui 750 metri, è plausibile paragonarlo a un tempo di 16’50”.Nel 2011, allo Sprint di Cremona, sempre disputato in piscina, ho concluso la prima frazione in 12’28”.

Circa quattro minuti e mezzo! (risultati 2011)

Se pensate non sia possibile, sappiate che non è così.

Sono all’improvviso diventato un fenomeno? Posso vincere gare? Nuoto come un pesce?

Tenete conto che i migliori triathleti italiani escono dalla prima frazione in meno di dieci minuti.

Io mi accontento di essere migliorato, di avere come obiettivo di quest’anno quello di scendere sotto i dodici minuti, di gareggiare con un rank migliore e di confrontarmi spesso con atleti a me superiori nel complesso.

Ancora oggi, nonostante tenga lezioni di tecnica e alleni un professionista, prendo lezioni di nuoto! Metto sempre tanta tecnica nelle mie sedute di allenamento e non mi dimentico mai una cosa.

C’è sempre tempo per migliorare.

Basta volerlo.

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