Presidente Fci Di Rocco, lei è imperdibile

Prima di entrare da Oprah Wrinfey, salotto televisivo che talvolta si trasforma in un confessionale, Lance Armstrong avrebbe raccontato di essersi dopato. Attenzione, avrebbe detto di averlo fatto nella fase iniziale della sua carriera, non certo negli anni successivi al tumore, quando le indagini accurate dell’Usada, l’agenzia statunitense antidoping, hanno accertato numerosi addebiti a suo carico cancellandone il palmares dal 1999 al 2005. Giovedì ne sapremo di più, ma in attesa di conoscere cosa racconterà Armstong in tv non pochi sono i quesiti che riguardano i vertici internazionali dello sport ciclistico, l’Uci, che almeno in un caso corrispondono a quelli nazionali.

Chiariamo subito che il presidente nazionale Fci Renato Di Rocco, parole sue, aveva segnalato fin dal 2008 che qualcosa non andava nei controlli antidoping. Si aspettava querele e invece è arrivata la promozione, come un Badoglio tra il ‘15 e il ’18: dal 2009, dal Mondiale di Mendrisio, è stato nominato vice presidente dell’Uci. Abbiamo il forte sospetto che la Wada, l’agenzia mondiale antidoping, e a seguire l’Usada, quella statunitense, si siano mosse in base alle ferme convinzioni del nostro presidente federale.

Potevamo perdere un personaggio così ? Dai, non scherziamo, si è pensato subito di rieleggerlo a Levico Terme per altri quattro anni al vertice del nostro ciclismo. Non sia mai, magari – e ribadiamo magari – qualcuno poteva chiamarlo a più alti incarichi.

In ogni caso è noto a tutti che il ciclismo nazionale gode di ottima salute, abbiamo molte squadre internazionali, corridori che vincono, piste in cui si affollano i corridori e gli spettatori, valorizziamo il ciclocross, la MTB e altre discipline, sempre di più sono le gare sul territorio. Da ricordare anche le nazionali che vincono a man bassa in ogni disciplina.

Come si poteva cambiare il vertice visti gli imponenti risultati di questi anni? Se tutto funziona così che importa cosa succede negli Stati Uniti? Teniamoci stretto questo fulgido dirigente. Che diamine.

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P.S. Stavo dimenticando che tutti gli sportivi, nessuno escluso, sono a conoscenza che l’Italia quest’anno organizzerà il Mondiale di ciclismo. Il gioco è scoprire dove perché è bene affrettarsi: c’è il rischio di non trovare posto, qualora vi venga voglia di andarci.

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