Un bello sbattimento tricolore

foto da ciclocrossvittorio2013.it

Vittorio Veneto, il tricolore e il ciclocross sono i vertici di un triangolo forse equilatero: la vittoria sugli austriaci, con cui l’esercito italiano ha ribaltato l’esito della Grande Guerra, lega la storia d’Italia a questa città che ha dato i natali nel 1937 a Renato Longo, 5 volte campione del mondo di ciclocross, 12 volte Campione d’Italia e testimonial del campionati italiani di ciclocross che si sono svolti lo scorso fine settimana appunto qui, a Vittorio Veneto. Dove Londo, non a caso, risiede.

Bravi gli organizzatori, che hanno disegnato un tracciato che si è rivelato una gran bella rogna per tutti. Già il video, davvero ben fatto e visibile sul sito ufficiale ciclocrossvittorio2013.it, faceva capire che non c’era niente da spartire con la gita sui prati delle Capannelle a Roma di due domeniche fa.

Qui l’inizio sembra una fuga da un retrobottega, un cunicolo che sfocia su una rampa di scale. Poi su e giù, ancora scale e avanti e indietro per il bosco e il prato del parco Fenderl, col fango e il freddo sulla faccia e nelle ossa.

Tutto questo sbattimento ha esaltato Marco Aurelio Fontana (Cannondale), che ha vinto il suo quinto campionato italiano élite con un trentina di secondi su Enrico Franzoi della Selle Italia Guerciotti e quasi tre minuti su Tabacchi. Tra le donne, stessa categoria, vittoria per Eva Lechner (Esercito) mentre tra gli under 23 vincono Bryan Falaschi e Alice Maria Arzuffi, con la sorellina Allegra Maria che porta a casa il tricolore allievi 1anno.

Da Junior si conferma campione Joele Bertolini tra gli uomini mentre tra le donne vince Rebecca Gariboldi. Affermazioni degli esordienti Loris Conca e Nicole Fede per il 1anno, di Lorenzo Calloni e Valentina Iaccheri per il secondo. Antonio Folcarelli e appunto Allegra Arzuffi, sono i campioni Allievi 1anno, Giorgio Rossi e Rachele Barbieri per il secondo.  “Onore al più forte”, per dirla come Arzeni della SC Cadrezzate – Verso L’Iride.

Ma siccome questo è ciclocross e non la lista della spesa, va detto che Fontana è caduto a pochissimo dalla fine mentre Bertolini ammette di aver “fatto un ruzzolone che poteva costarmi caro”, quando il traguardo era ancora lontano. La larga salita, che nel video appare come un’innocua distesa d’erba, è diventata causa pioggia una pista di fango da affrontare con la bici in spalla, i gomiti larghi e le imprecazioni varie che vi lasciamo immaginare.

E’ andata più o meno così anche per i ragazzini, la cui fatica è stata maggiore anche se il tracciato era più breve. Rischiando la retorica, vogliamo dire che hanno avuto tutti un coraggio da leone e se qualcuno storce il naso, per la retorica o per il risultato, facciamo nostre le parole con cui  “Capo Davide” ci ricorda che “sono ragazzini di 14/15 anni, che cavolo volete di più?”.

Leggi anche:

Disabilità e inabilità
Gli sbandieratori Tim, non juventini
Peccato, non giocano più
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: