Mediaticamente – Pugilato, questo sconosciuto

Continua la nostra ricerca sulla visibilità degli sport sulle testate giornalistiche e nei siti specializzati. Questa settimana abbiamo monitorato le notizie di pugilato comparse nella giornata di martedì 8 gennaio. La boxe è una delle discipline più antiche nella storia, rimonta ai primordi della civiltà, rifulge nell’antica Grecia, compare sia nei Giochi antichi sia in quelli moderni. Il vero business di questo sport si è trasferito nella seconda parte del secolo scorso dall’Europa agli Stati Uniti dove si afferma con un monumento dello sport mondiale come Clay/Alì. L’Italia annovera numerosi campioni che sul ring hanno portato prestigio ai nostri colori, da Carnera a Benvenuti sino a Cammarelle. Va sottolineare il ruolo sociale di questo sport che nel nostro paese, soprattutto al sud, funge da possibile via alternativa alle cattive frequentazioni.

Vediamo quanti e quali citazioni si trovano sui giornali sportivi rispetto alla boxe.

 

Nella prima pagina tutti i titoli sono dedicati al calcio, in particolare al mercato e ai vari appuntamenti con la coppa Italia. Spicca sotto la testata un’affermazione del presidente del Milan riguardo l’allenatore della squadra rossonera, con la scelta di pubblicare la foto dell’ex presidente del consiglio. Visto il periodo elettorale sembra un po’ forzata o studiata. Discutibile, in ogni caso.

Delle 19 pagine totali della testata 15 sono dedicate al calcio dalla serie A fino alle categorie minori, dalla pagina 15 alla pagina 19 spazio agli altri sport. Nessuna notizia riguarda la boxe.

Nelle quattro pagine extra calcio, che comprendono meteo e programmi televisivi, la curiosità riguarda un articolo dedicato a Usain Bolt di Pasquale Di Santilio che apre ad un chiacchiericcio erotico (accompagnato da foto esemplari!) sul velocista e le sue vittorie, più adatto a una rivista patinata che a un giornale sportivo.

 

Il quotidiano sportivo torinese dedica tutta la prima pagina al pallone sferico a eccezione di un riquadro dedicato alla possibile presenza di un omosessuale all’interno degli All Blacks. Per intero la pagina 16 del giornale viene dedicata a questa rivelazione estendendo la ricerca in altre discipline con lente d’ingrandimento sulle difficoltà degli atleti a dichiararsi gay. Tutti i servizi sono firmati da Andrea Schiavon, si riconosce lo sforzo di parlare di argomenti poco popolari, unica nota stonata è la presenza della foto di Cecchi Paone. L’impressione è che in Italia non si possa dibattere di omosessualità senza chiamare in causa il conduttore televisivo come bandiera di identità gay.

Nelle 19 pagine totali del giornale le ultime 4 sono dedicate ad altri sport, motori e basket sono gli sport che ottengono spazi importanti. Nulla di pugilato. La boxe e’ assente nonostante il calendario mondiale annoti appuntamenti importanti.

 

Per quanto riguarda la “rosea”, martedì 8 gennaio il quotidiano rosa conta le solite 44 pagine, più un inserto di 16 pagine con numerazione diversa dedicato a “Pitti Uomo” contenente interviste a protagonisti dello sport (Magnini, Cassarà, Sergas, Visintin, Arioldi) circa il loro rapporto con la moda. Riportando l’attenzione sull’offerta, il calcio giunge fino a pagina 21, comprendendo anche lo speciale sul fantacalcio del martedì, quindi lo spazio è per gli altri sport e per le rubriche dedicate all’attualità e alla sommatoria di utilità da magazine (televisione, cinema, oroscopo, annunci…).

Gli unici riferimenti alla boxe sono a pagina 30, con un articolo di un centinaio di parole sull’affare Pacquiao, nel quale si smentisce che il pugile filippino soffra dei sintomi del morbo di Parkinson, e due brevi aggiornamenti in merito alla conferma della positività al doping del polacco Mariusz Walch e alla scelta della federazione europea di accettare quali cosfidanti per il titolo vacante UE superleggeri Daniel Rasilla e Jean Pierre Bauwens. Purtroppo, infine, pare superfluo descrivere la prima pagina della “Gazzetta”, completamente dedicata al quarto “Pallone d’oro” di Messi e, più generalmente, al solo calcio.

Tra i siti stranieri abbiamo scelto la sezione sportiva del “New York Times” (USA) e del “Guardian” (Regno Unito), insieme con l’edizione online di “Marca” (Spagna). Cominciando da quest’ultima, è interessante scoprire che proprio l’8 gennaio vi sia pubblicato un articolo a firma di Nacho Labarga che presenta i dieci pugili spagnoli da seguire nel 2013: l’aspetto positivo è che il contributo sia commentato da vari lettori, anche in modo molto serrato, e, al 13 gennaio, sia stato condiviso 571 volte su “Facebook”.

Il “Guardian” non si interessa di boxe il giorno preso in analisi. Tuttavia, il portale della testata britannica ha una sezione dedicata al pugilato, cosicché la copertura della disciplina è piuttosto costante, presentando molte storie di boxeur nazionali.

Nessun riferimento neanche sul “New York Times” online. In questo caso, però, la noble art ha avuto spazio nei giorni precedenti e successivi, con notizie sugli incontri nell’area cittadina della “Grande Mela” e nel resto degli Stati Uniti.

Nei casi analizzati la copertura del pugilato è piuttosto uniforme, mostrando spesso una ripartizione equa degli articoli di cronaca sportiva e di quelli inerenti argomenti paralleli al mondo del ring, quali le esperienze biografiche degli atleti. L’eventuale assenza per l’8 gennaio di contributi sui siti internet in oggetto non deve trarre in inganno, poiché è solo una parentesi.

Da notare come vi sia stata una trattazione diffusa del dibattito circa lo stato di salute di Pacquiao, il vero main topic internazionale di questa seconda settimana del 2013. Sicuramente, rispetto alla “Gazzetta”, tra le testate straniere è stata maggiore l’attenzione, piuttosto che per gli aspetti agonistici, per l’analisi delle linee programmatiche e gestionali delle società pugilistiche e delle associazioni nazionali. In questo senso, lo spazio riservato al pugilato sul quotidiano rosa è decisamente compresso, mentre la stessa selezione delle notizie, posta in rapporto con le tematiche possibili, risulta parziale e limitata.

 

di Simone Chiodo e Beniamino Franceschini

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