Armstrong vs Armstrong. Per forza

Giovedì prossimo, il 17 gennaio, stando ai bene informati Lance Armstrong confesserà i suoi peccati di sport (reiterato doping) non al giudice, non al prete – troppo facile l’assoluzione -, bensì a Oprah Winfrey che conduce il più importante e prestigioso salotto televisivo negli Stati Uniti.

Subirà domande senza sconti, perché è impensabile che lo lascino parlare senza contraddittorio. Non si usa negli Usa. I bookmakers stanno pensando di quotare anche l’eventualità delle lacrime (a quota bassissima). L’impassibilità – no tears – è data a 8 contro 1.

Lo schema è prefissato: Armstrong ammetterà le sue colpe e, contrito, chiederà scusa, salvaguardando uno dei precetti cari ai nordamericani: se sei realmente pentito e prometti che mai più ti lascerai tentare dalla frode – soprattutto dalla menzogna che lì non amano – ti viene offerta la possibilità del riscatto, la seconda chance. Applausi e sipario.

Che convenienza ha Lance nel proporsi come reo confesso? Dal punto di vista giudiziario nessuna: le pubbliche ammissioni gli varranno l’accusa di falsa testimonianza resa nel 2005 quando negò fermamente, davanti al giudice, di essersi mai sottoposto a pratiche sportive illecite. E finirà in galera. Per informazioni rivolgersi a Marion Jones che ha dovuto scontare, nel 2008, sei mesi di carcere per reati analoghi

La pena da scontare potrebbe essere anche superiore qualora fossero fondati i sospetti di condizionamento di enti e persone, tra cui l’Uci, per garantirsi benevoli controlli o omissioni di denunce. Nel 2002 pare che Armstrong fosse già positivo all’epo e qualcuno si sia dimenticato di notificargli l’addebito. Che la pratica sia scomparsa nel nulla, secondo alcuni testimoni.

Confessare, insomma, non gli conviene ma potrebbe attenuare il gravame delle richieste di indennizzo al quale lo sottopongono gli sponsor, un tempo proni nei suoi confronti e ora, dal mese di ottobre, dalla squalifica, imbufaliti.

La sua fondazione per la ricerca sul campo si chiama soltanto Livestrong e non fa più riferimento a Lance. Ma potrebbe continuare a recuperare donazioni grazie al pentito, e contrito, ex-ciclista. Sarebbe la messa in opera della famosa “seconda chance”, che si offre a chi ha sbagliato.

A giovedì per le verifiche del caso.

di SportivamenteMag

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