Monza, pessimo non solo l’asfalto

Monza, domenica 6 maggio 2012. Uno dei momenti più bassi dello spettacolo delle gare di SBK: seconda manche annullata con molti piloti che si rifiutano di correre in condizioni precarie, vista la pioggia, ma certo non proibitive. Lo sconcerto tra i presenti e tra gli addetti ai lavori è palpabile, tutti pensano che forse, questa volta, i piloti si siano dimostrati forse troppo prudenti e prevenuti verso l’organizzazione.

Passa un mese e cominciano a trapelare le prime indiscrezioni sulle indagini della magistratura monzese per la qualità dell’asfalto pessima, che presentava bolle in punti anche molto pericolosi del circuito, in parabolica, dove i bolidi passano a oltre duecento chilometri orari: abbastanza per rischiare di morire.

Vengono ascoltati dai Pm i piloti, due sono anche parte lesa per le cadute riportate.

Tutto questo lo abbiamo raccontato, commentato e discusso, ora arriviamo alla fine delle indagini e la magistratura inquirente presenta il conto alla gestione dell’autodromo e prospetta un quadro della situazione agghiacciante: 20 capi di imputazione e 17 indagati. Ce n’è per tutti, dalla società che gestisce l’impianto, a funzionari e dirigenti comunali, dal capo della polizia di Biassono (comune Monzese che ha in gestione la pista) a vari imprenditori. C’è persino il custode dell’impianto.

Sorvoliamo sui reati contestati, troppo lungo l’elenco ma dalla corruzione alla turbativa d’asta fino all’usura, diciamo che gli inquisiti non si sono fatti mancare proprio nulla.

Siamo, spero, al momento più basso dello sport a motore in Italia, un’indagine che potrebbe minare il futuro dell’autodromo, troppo spesso a rischio chiusura sia per il conto economico non sempre positivo, sia per le continue pressioni di residenti e associazioni ambientaliste che da sempre contestano la presenza di un autodromo dentro un parco.

Mi auguro che questa bordata non dia il fatale ko ad un circuito tra i più antichi del mondo, vero pezzo di storia motoristica internazionale, ma spero che sia possibile affidarlo a un amministrazione finalmente sana che possa porre fine a tutte le magagne che da qualche anno penalizzano una regolare attività a due e quattro ruote.

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