Il ciclismo “in rosa” è sbarcato a Dubai

Rosa significa Gazzetta dello Sport, non certo le donne in bici che il Giro di Dubai lo potranno frequentare solo tra un bel po’, quando miglioreranno gli atteggiamenti degli Emirati Arabi nei confronti delle donne che fanno sport. Per il momento accontentiamoci di un Tour riservato ai ciclisti professionisti che, a partire dal 2014, si svilupperà in tre o quattro tappe, quasi sicuramente nella terza decade di febbraio, a cura di Rcs Sport, quelli del Giro d’Italia.

L’annuncio ufficiale è venuto dal Dubai Sports Council. Dopo Qatar e Oman che hanno creato le proprie gare negli ultimi anni, l’obiettivo degli Emirati è quello di creare un evento “più grande e migliore”, come ha chiarito Rashid Al-Kamali, responsabile marketing del Council. L’intento prioritario è comunque quello di formare delle Accademie in cui coltivare i talenti del luogo e formare futuri campioni. Infondere, insomma, una cultura del ciclismo che al momento non c’è.

Un evento preliminare si è svolto in serata con l’inaugurazione del Dubai Cycling Course, un percorso di 68 chilometri nel deserto (a una cinquantina di chilometri dalla metropoli) che ha visto in competizione tre campioni: Alberto Contador, Ryder Hesjedal, Vincenzo Nibali.

La sfida a cronometro sulla distanza di un chilometro ha visto il successo dello spagnolo nei confronti di Nibali e Hesjedal. Contador ha indossato in anteprima una maglia blu con la greca gialla disegnata da Versace, non altro che il simbolo del primato del Dubai Tour 2014.

Dal canto suo il campione del mondo a cronometro, il tedesco Tony Martin ha gareggiato (e perso) contro un cavallo.

Nel contesto dell’inaugurazione largo apprezzamento ha avuto una mostra allestita da Federico Meda con alcuni pezzi storici – bici, maglie e altri cimeli – dell’italianissimo Museo del Ghisallo. Da Magreglio a Dubai il passo, a volte, è breve.

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