Civiltà educazione e intelligenza

Se nella stessa giornata Balotelli viene “richiamato” con le maniere forti dal suo allenatore e il Milan, in seguito a insulti razzisti durante una partita amichevole, lascia il campo a metà partita…beh forse la strada imboccata è quella giusta.

Un pomeriggio col botto quello di ieri, qualche spunto per riflettere e per sostenere che in maniera forte, una persona e una squadra hanno richiesto, quasi imposto rispetto ed educazione. A Manchester lo ha fatto Mancini nei confronti di un ragazzo spesso irritante e impermeabile alle regole, l’ha fatto a Busto Arsizio tutta una squadra nei confronti di uno stadio maleducato (fortunatamente non nella sua totalità).

Per quel che riguarda Mario Balotelli: forse il modo non è stato dei migliori, ma come con un figlio monello a volte si perde la pazienza, anche Mario l’ha fatta scappare al suo allenatore che ha difeso, coperto e giustificato spesso le intemperanze del suo piccolo gioiello.

Ieri Mario, che già non naviga in acque tranquillissime, si è reso responsabile di un violento alterco con Roberto Mancini. Partitella di allenamento, Supermario entra in maniera troppo decisa e dura su Scott Sinclair. Mancini intima a Supermario di scusarsi, ma a quanto pare l’attaccante mette su la sua faccina strafottente e non ne vuole sapere. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: Mancini si infuria e prende Mario per la pettorina. Uno scontro verbale durissimo, al limite del fisico, nel quale interviene Angelo Gregucci che prende il calciatore bresciano e lo allontata.

Civiltà educazione e intelligenza sono invece le parole utilizzate in conferenza stampa da Massimiliano Allegri, per spiegare il gesto estremo della sua squadra che ha abbandonato il campo durante una partita amichevole.

Ieri a Busto Arsizio il Milan affrontava la Pro Patria in un incontro amichevole. Stadio piccolo, poco rumore, gente vicina, insulti assolutamente udibili. Tanto che a mezz’ora dall’inizio del match Boateng scaraventa il pallone all’indirizzo della curva, si toglie la maglia infuriato e se ne va seguito da tutti i suoi compagni di squadra.

Gesto che ha dell’incredibile e che da più parti suscita apprezzamento. Qualcuno, il sindaco di Busto Arsizio per esempio, sostiene che la scelta di abbandonare il campo sia stata esagerata, una reazione non professionale soprattutto per un giocatore che ha scagliato una pallone, testuale, “a 200 all’ora contro un tifoso”. «È colpa soprattutto di quattro deficienti, magari anche di quattro professionisti che non hanno saputo fare il loro lavoro,intendo arbitro e alcuni giocatori», commenta il primo cittadino di Busto Arsizio .

Civiltà educazione e intelligenza sono le parole che ricorrono da ieri, oltre alla parola vergogna, che proprio si fa fatica ad associare allo sport nel suo concetto più largo ed ampio.

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