Costano cari i tifosi ai club di serie A

Di bilanci, a fine anno, se ne fanno di ogni tipo, anche nello sport. Per archiviare il 2012 abbiamo scelto di privilegiare quanto costano i tifosi (o sedicenti tali) alle società di serie A. Le regole parlano chiaro, la responsabilità oggettiva chiama in causa i club per tutto quanto avviene nei nostri stadi durante gli incontri. A una giornata dalla fine del girone d’andata il giudice sportivo Tosel (un nome, una garanzia) ha già comminato alle società della serie maggiore 442.500 euro di multe.

Il campionario delle ammende comminate è ampio: si va dagli insulti razzisti agli striscioni disgustosi, dalle coreografie di pessimo gusto alle ruberie. Buone ultime, vengono le risse, inevitabili secondo alcuni per “antiche ruggini tra le tifoserie”.

Il tifo nelle sue forme degradate ha molto ampliato i suoi spazi di esasperazione. Un tempo si guardava alle gradinate scoperte dalle quali poteva cadere di tutto (anche il celebre scooter volato dal secondo anello di San Siro, anno domini 2001, durante Inter-Atalanta), oggi anche in tribuna numerata si verificano episodi disgustosi. Vale a dire che le intemperanze, le esasperazioni, le malefatte sono trasversali, non dipendono più dal censo dei tifosi. Tra i quali si distinguono nuove figure. Un esempio? I presidenti ultrà. Sono più d’uno. Come gli allenatori ultrà.

La Juventus è in testa al campionato con pieno merito e figura anche, con pieno demerito dei suoi supporters, al comando della graduatoria delle società più sanzionate: dopo sole 18 giornate di campionato ha rimediato 123.000 euro di multe soprattutto per i cori razzisti dei suo aficionados. Tra l’altro lo Juventus Stadium è sotto diffida per i fatti legati alla partita con l’Inter.

Con la Juventus si distinguono per le intemperanze di ogni genere i tifosi di Catania e Sampdoria, autori di molti “buu” di scherno rivolti ai giocatori di colore quando toccano la palla, felici di esporre striscioni insultanti e di dare vita a cori ben oltre la decenza. La Roma ha sin qui fatto il pieno – 67 mila euro di multe – variegando molto i comportamenti. Ha una tifoseria molto … creativa.

L’Atalanta si è distinta in tre occasioni, con 20 mila euro di multa da pagare per “cori costituenti espressioni di discriminazione territoriale” durante gli incontri con Lazio e Palermo mentre la terza ammenda è scattata per un “coro contro un calciatore avversario” durante l’incontro con il Napoli.

Ci è cascata anche l’Udinese, che di solito annota tifosi composti, punita con 10 mila euro di multa dopo il match a Verona col Chievo perché i suoi tifosi hanno bersagliato il calciatore Luciano con “cori di stampo razzista”.

Se allarghiamo la panoramica, se guardiamo all’anno solare, si distingue la Roma alla quale il comportamento dei tifosi nel 2012 è costato la bellezza di 145 mila euro. Le motivazioni qui si ampliano: si va dai petardi ai fumogeni, dai bengala agli accendini e alle monetine lanciate in campo, si prosegue con il lancio di bottiglie d’acqua per arrivare ai laser per sviare il portiere avversario o chi ha la palla. Le palle di neve sono un optional, si possono tirare solo se la neve è caduta copiosa e non è stata spalata dagli spalti. Ma c’era e allora sono scattati comportamenti e sanzioni.

La Lega calcio ha deciso di devolvere ben 200 mila euro delle multe agli oratori, con quale criterio non è dato sapere.

A questo punto, buon 2013 a tutte le società, soprattutto a quelle capaci di arginare i propri supporters.

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