CARTOLINE DAL 2012 – Le persone sbagliano. Poi imparano e si rialzano.

Oggi mi sento un po’ al contrario, e nel mio mondo alla rovescia vi parlo col sorriso di Alex Schwazer!

Non sto scherzando: nel 2012 abbiamo avuto la grande opportunità di scoprire, da vicino, che gli atleti sono esseri umani!

Alex ne è l’esempio, con i suoi errori e i suoi successi, con le sue lacrime e la sua nuova vita normale, ovunque sia in questo momento, magari a tagliare legna sulle montagne di casa.

Ricordo ancora quando nel 1998 morì Patrick De Gayardon, noto atleta estremo e per me atleta e uomo da imitare, da ammirare, primo uomo a sperimentare il volo libero grazie ad una speciale tuta alare da lui inventata.

Un personaggio di cui ricordo il nome disse una frase del genere: la morte di questi “supereroi” è una consolazione per il genere umano e il suo essere normale, è un elogio alla vita semplice, magari banale, ma senza rischi!

Non intendo allinearmi a questa idea, non è mia intenzione crogiolarmi in affermazioni che ci portino a pensare che sono tutti dopati, o che così ero capace anche io!

Voglio solo sottolineare come dovremmo più spesso ricordarci che gli atleti sono in realtà persone come tutte le altre: magari solo un po’ più tenaci nel perseguire i propri obiettivi, forse più disciplinati fin da piccoli, o anche solo persone che hanno saputo sfruttare al meglio le proprie opportunità, ma pur sempre persone, non per forza bambini viziati, primedonne, privilegiati o cose così!

Le persone sbagliano.

Poi imparano e si rialzano.

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