CARTOLINE DAL 2012 – Tania e un abbraccio forte

Del 2012, anno difficile per svariati motivi – qualcuno usa ancora la frase anno bisesto, anno funesto – mi piace conservare un’immagine forte, nitida, di sport.

Alle Olimpiadi di Londra si è appena conclusa la gara singola di tuffi dai tre metri e ancora una volta Tania Cagnotto rimane a bocca asciutta, a un passo dal podio.

Le due cinesi irraggiungibili e la messicana ci salgono. Alla bolzanina il bronzo viene sottratto per un nulla. La delusione è forte per me spettatore e il viso sconvolto della tuffatrice mi torce lo stomaco.

Penso ai lunghi allenamenti, alle gare, alle rinunce dell’atleta, per quattro anni costretta a inseguire un podio che le sfugge. Beffardo.

Mi dico: ora si alza dalla vasca idromassaggio e abbandona lo sport, nel giro di poche ore ci saranno i saluti, i ringraziamenti vari e via verso una nuova vita.

Poi si alza per davvero e il suo viso così puro ma contratto incontra l’allenatore, suo padre. Giorgio Cagnotto la cinge in un abbraccio infinito.

Questo abbraccio per me vale la medaglia d’oro. Mille sentimenti mi attraversano, penso al padre, allenatore, educatore, a ciò che prova, alle motivazioni che dovrà provare ad infonderle di nuovo.

Vorrei unirmi ed abbracciarli.

Oggi Tania continua a tuffarsi, papà Giorgio continua ad allenarla. Vince lo sport che non è solo successi e sconfitte, spesso è un atto di perseveranza.

Mi ritrovo ogni tanto a cantare l’inno di Mameli e mi vedo la Cagnotto con la medaglia al collo.

Strani scherzi di un abbraccio.

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