CARTOLINE DAL 2012 – Zanardi non gufa, sorride

Quando gli hanno detto che non avrebbe potuto partecipare alla maratona di New York, quando il 22 settembre gli hanno rifiutato l’iscrizione, Alex Zanardi non l’ha presa benissimo. “Mi hanno escluso perché dicono che sono troppo veloce e metto a repentaglio l’incolumità degli altri. Mi sembra un’assurdità e mi auguro che gli organizzatori del New York Road Runners ritornino sui loro passi”. La decisione l’ha colto di sorpresa, anche perché l’anno passato Alex aveva vinto nella categoria handbike stabilendo, con 1 ora 13 minuti e 58 secondi, il record nella categoria. Solitamente chi si produce in un primato trova negli Stati Uniti la massima considerazione. Non lui, evidentemente.

Amarognole anche le considerazioni del giorno dopo, quando Zanardi ha appurato la dinamica delle decisioni: “Le regole che hanno messo quest’anno non hanno senso, è come se non si disputassero le gare dei 100 e dei200 mperché vincono i giamaicani o perché la gente è bene che guardi solo il lancio del peso”.

Quanto agli accenni alla sua sicurezza personale, al rischio di un attacco cardiaco, ha spalancato la faccia in un sorriso beffardo: “Allora dovrebbero vietare New York a tutti gli atleti che corrono sotto le tre ore. Per altro sto rivedendo la mia opinione sulla questione della velocità eccessiva: effettivamente, con le sue discese, New York è più pericolosa di altre maratone in handbike, ma non solo per chi la vince, per tutti quelli che la fanno in handbike”.

A chi gli chiedeva se gli avessero dato un sacco di soldi per indurlo a non partecipare, sull’esempio di Alfredo Binda che fu indotto a non correre il Giro d’Italia 1930, pagato dagli organizzatori come se ne fosse il vincitore, Alex ha risposto con un sorriso: “Di mio avrei mandato una lettera a tutti i medagliati di Londra invitandoli a partecipare e magari li avrei ospitati pagando loro l’hotel”.

Poi aveva chiuso il discorso dicendo “peccato, ci sarei andato volentieri, ma farò altre gare”.

La discussione, ma qui Zanardi non entra in gioco se non di riflesso, si è riaccesa quando la Maratona di New York è stata dapprima confermata dopo l’uragano Sandy e poi soppressa a meno di due giorni dall’effettuazione. A chi gli chiedeva se lui avesse gufato, Alex si è prodotto in un altro sorriso: “Per chi mi avete preso, per il sindaco Bloomberg? Lui sì si è gufato”.

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