Educatori ovali dietro le sbarre

Il rugby è uno sport sociale, e questo si sapeva, ma non avevamo ancora idea del moltiplicarsi delle iniziative volte al recupero di chi ha sbagliato e si trova in carcere. Dopo Torino, di cui vi abbiamo riferito di recente, una nuova esperienza, la prima nel Lazio, si concretizza domani alle 9,30 sul campo di rugby della Casa circondariale di Frosinone dove si confronteranno i Bisonti, la selezione di detenuti del carcere frusinate, e la Namau Praetoriani, team di vecchie glorie, in un match che ha il sapore di un primo test di efficienza per la formazione dei detenuti che, dopo pochi mesi di allenamenti, sembrano pronti a verificare le loro ambizioni pur essendo tutti partiti da zero, digiuni di palla ovale.

Il contesto è davvero particolare: la Casa Circondariale di Frosinone ospita 120 detenuti in regime di alta sicurezza. Parte di loro, una cinquantina, ha aderito alla proposta dell’associazione Rugby col Cuore, impegnata con il Gruppo Idee all’interno del penitenziario di Frosinone nell’esperimento rugbistico. Gli educatori hanno naturalmente lavorato sulle regole e sullo spirito del gioco, a partire dal rispetto per l’arbitro. I detenuti si allenano due volte la settimana agli ordini di Leonardo Di Luia, ex- giocatore di talento (giocava terza linea).

“I patti sono chiari – chiarisce Rocco Elio Mare, comandante degli agenti della Polizia Penitenziaria di Frosinone-  noi esigiamo il totale rispetto delle regole. E loro le osservano. Il rugby impone disciplina e loro si sono adeguati”. Il rapporto fra detenuti e guardie penitenziarie, grazie al rugby, si è fatto più rilassato e meno problematico. E la direttrice del penitenziario, Luisa Pesante, si è ben presto convinta della bontà dell’iniziativa.

Una buona domenica attende Frosinone e la nuova civiltà dello sport.

 

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