New York rifonde i maratoneti delusi

Non paga Michael Bloomberg, il sindaco degli annunci intempestivi – il sì senza indugi alla New York City Marathon pronunciato il 30 ottobre dal primo cittadino della Grande Mela, appena dopo il passaggio dell’uragano Sandy e a cinque giorni dalla domenica fatidica, cui è seguito il no definitivo 36 ore prima del via – ma perlomeno pagano gli organizzatori del Road Runners.

Rifonderanno gli iscritti all’edizione 2012 in base a tre opzioni, per non scontentare nessuno o quantomeno tentare di recuperare un briciolo di credibilità dopo la grande delusione.

La prima opportunità prevede, per coloro che non hanno rinunciato al pettorale prima del 24 ottobre, il rimborso integrale dell’iscrizione, meno una tassa di 11 dollari per la registrazione (un balzello inevitabile, dicono gli organizzatori).

La seconda opzione prescrive che gli iscritti del 2012 dispongano di una iscrizione garantita per le edizioni 2013, 2014 o 2015 della Maratona di New York. Per assicurarsi questa opportunità dovranno comunque iscriversi e pagare la quota d’iscrizione, solo per loro mantenuta allo stesso prezzo di quella del 2012.

Terza possibilità, quella di potersi iscrivere alla mezza maratona (la New York City Half Marathon) del prossimo 17 marzo, per la quale però i posti sono limitati.

Questo l’epilogo, finalmente dignitoso, dopo la beffa subita da quasi 3.000 italiani e da 47.000 runners di tutto il mondo, con il tira e molla degli annunci rassicuranti sino a quel no devastante che colse tutti di sorpresa, soprattutto coloro che erano arrivati a New York con ogni mezzo, convinti di poter correre la maratona più famosa del mondo. Non pochi fra loro erano stati in giro per aeroporti per due o tre giorni prima di raggiungere una città martoriata dalla furia degli elementi in cui si erano contate quaranta vittime, ma dove si respirava il solito ottimismo made in Usa.

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