Cagliari è altrove non più in Sardegna

I tifosi e gli abbonati –incrollabili nei loro convincimenti, a nostro avviso eroici – hanno accolto l’ennesimo stop per lo stadio Is Arenas di Quartu S. Elena con un lungo sospiro. E scosso la testa. Della vicenda abbiamo cominciato a occuparci in agosto, quando ancora si sperava in una rapida soluzione del problema stadio per il Cagliari, a evitare le già viste migrazioni verso lo stadio Rocco di Trieste, per altro divenuto poco dopo indisponibile.

Allora si parlava della difficoltà di cominciare il campionato in un impianto ancora cantierizzato, parzialmente agibile. Poi le forzature del presidente Cellino con le sue infelici uscite “a tutela del Cagliari calcio” che si sono trasformati in punti mancati, “senza giocarsela” come giustamente dicono a Cagliari.

Dapprima il piovasco, poi il temporale, infine la bufera (giudiziaria): è storia di tre settimane fa l’arresto di due funzionari comunali e dell’impresario edile per irregolarità riguardanti lo stadio Is Arenas. A questo punto nessuno azzarda mosse, in attesa degli opportuni chiarimenti, costruttivi e non. In ogni senso.

A Cagliari si aspettavano che Mauro Contini, sindaco di Quartu S. Elena, concedesse comunque l’agibilità temporanea dello stadio Is Arenas almeno per la partita con la Juventus, ma il primo cittadino sta lontano da ulteriori grane.

Come in Formula Uno c’è allora lo stop and go, ricomincia l’esodo. Ieri in tarda mattinata il Cagliari calcio per bocca del suo portavoce Ivan Paone ha comunicato che per la gara in campo neutro con la Juventus la società – tra le due opzioni, “Tardini” di Parma e il “San Nicola” di Bari – ha scelto la soluzione emiliana.

La Lega calcio ne ha preso atto, i tifosi pure. I pochi che possono permettersi di seguire il Cagliari in giro per l’Italia hanno conosciuto la meta della loro gita.ca (copyright La Settimana Enigmistica).

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