100 anni e non poterli compiere

Lo “Sport Illustrato”, prima quindicinale e poi settimanale della Gazzetta dello Sport, nasce il 15 aprile 1913. Dall’uscita di quel primo numero, bello elegante e patinato, sono trascorsi esattamente 100 anni. La copertina colorata ritrae i cinque fuggitivi della Milano-Sanremo. Un drappello di nomi noti e meno noti: i tre stranieri dell’Alcyon Odile a partire da Defraye, fresco vincitore del Tour 1912, e poi Mottiat e Heusghem. E ancora i nostri Angelo Gremo e Alfonso Calzolari, bolognese di Vergato, che l’anno seguente trionferà in una delle edizioni più epiche del Giro: quella appunto del 1914, funestata e flagellata dalla tempesta. Pensate che a Milano i superstiti furono soltanto otto.

Scorrendo le pagine di quel numero d’apertura, c’è la pubblicità delle prime auto (le mitiche Storero), delle bici dell’epoca e dei motocicli. E poi ecco la pagina principale con l’immagine dei tre protagonisti vittoriosi delle prime grandi corse: il belga Defraye, vincitore della Sanremo, Francois Faber, soprannominato “il gigante di Colombes”, lussemburghese di nascita ma francese di adozione, trionfatore della Roubaix e Crupelandt, primo alla Parigi-Tours.

I primi numeri di quel peiodico che raccontava lo sport di allora, uscivano il 10 e il 25 di ogni mese.

A pagina 6 ecco la cronaca e le immagini suggestive della classica francese Parigi-Tours. Poi pagine dedicata alle discipline che andavano allora per la maggiore: la motonautica, i grandi raid italiani, l’aeronautica militare in Libia (siamo alla vigilia della Grande Guerra) e ben cinque pagine in cui trova spazio la classicissima di primavera, con il commento del vincitore, che si racconta e che racconta il suo trionfo.

Procedendo oltre, troviamo una doppia pagina riguardante l’ippica, siglato da un grande giornalista come Adolfo Cotronei e, a seguire, atletica e foot-ball, scritto così, a caratteri cubitali.

Bisognava attendere l’avvento del regime fascista per italianizzarlo in calcio. E’ noto che inglesismi e francesismi erano ostili al regime. Dunque, una doppia pagina con le foto delle squadre finaliste di quel campionato italiano, supportate dal commento. Milan, Pro Vercelli, Vicenza, Casale, Hellas Verona, Genoa e Lazio impegnate nella fase finale per la conquista dello scudetto. E ancora foot-ball dedicato ai giovanissimi.

Le immagini salienti sulle regate di Nizza concludevano quel primo numero, insieme a una gustosa rubrica, intitolata “la quindicina sportiva”, comprendente medaglioni e immagini dedicate ai protagonisti degli avvenimenti sportivi delle ultime due settimane.

Lo Sport Illustrato è stato, per oltre mezzo secolo, il settimanale sportivo più letto e amato dagli italiani. Durante il Ventennio aveva cambiato testata, diventando “La Domenica Sportiva”.

L’avvento della TV e la nascita di numerosi periodici specializzati avevano, strada facendo, ridimensionato questo settimanale soprattutto nella sua veste grafica. Il colore, che aveva imperversato negli anni Cinquanta aveva lasciato il posto al bianconero, fino alla scomparsa della rivista, ridotta a formato tabloid tipo quotidiano negli ultimi mesi. Correva l’anno 1967.

Le grandi firme del giornalismo sportivo e segnatamente della “rosea” hanno fatto dello Sport Illustrato un inseparabile compagno d’avventura per numerosissimi lettori.

Nel 1967. Ecco l’addio. Un addio immeritato ma purtroppo annunciato.

Chi scrive queste righe possiede l’intera raccolta di questa rivista, fatta eccezione per qualche annata. Quando Lo Sport Illustrato chiuse bottega, avevo poco più di 13 anni, ricordo benissimo gli inserti settimanali dedicati alla storia del Giro d’Italia, che quell’anno festeggiava l’edizione del Cinquantenario. Il titolo: “Il Giro: una storia meravigliosa”. Le firme erano quelle dei grandi suiveurs di allora: Bruno Raschi, Luigi Gianoli, Gianni Mura e Rino Negri.

È trascorso un secolo ma lo Sport Illustrato resta scolpito nel cuore e nella mente dei nostri padri e di noi ex ragazzi, che facevamo la fila, in edicola, per acquistare, con la moneta da cento lire, il nostro settimanale preferito.

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