A Capa to’ basta una gamba

Nel 1979, non ancora quindicenne, un dolore persistente al ginocchio, dopo un tackle su un campo di calcio, lo induce a farsi visitare. La diagnosi è terribile: osteosarcoma, un tumore allora quasi sempre letale. Decidono, per salvargli la vita, di amputargli la gamba destra, a metà del femore. Un quarto di secolo dopo un medico al quale si rivolge per lenire i terribili mal di schiena che non gli danno pace, gli consiglia di nuotare. Salvatore Cimmino che prima di allora sapeva tutt’al più stare a galla, inizia una pratica che gli toglierà gran parte dei dolori e lo renderà pronto per le gare di lunga lena in acqua, per cui oggi va famoso.

Presso la piscina della Bufalotta, bracciata dopo bracciata, seguendo i consigli di Fabrizio Pandolfi, ex nuotatore divenuto amico, Salvatore impara che l’acqua gli é amica, che la fatica è altrove. Poi si prendono cura di lui alla Canottieri Aniene, dove si sente a casa.

Salvatore Cimmino è campano, di Torre Annunziata, ha 48 anni, vive da anni a Roma, dove lavora dal 1989 presso la SelexGalileo, una società del gruppo Finmeccanica, in cui si occupa di controllo di gestione nel settore delle relazioni esterne. E’sposato con Stefania, hanno un figlio, Alessandro Ciro.

Cimmino è un tipo che non conosce resa. Per lui forza di volontà e tenacia non sono qualità, è come essere biondi o bruni: non c’è merito. Non a caso nella sua terra lo chiamano capa to’ (abbreviazione di capa tosta, testa dura in lingua).

Per lui parlano le cose che fa, le traversate a nuoto. Vediamole insieme:il 2007 significa Giro d’Italia, dieci tappe in altrettanti week end estivi, ognuna di 12 –15 km, da Genova a Trieste per ricordare a tutti il problema delle barriere architettoniche. Il 2008 è l’anno della Capri–Napoli, prova del campionato mondiale di gran fondo, e per lui anche della Capri –Torre Annunziata, poche settimane prima, in solitaria, per dimostrare ai compaesani che ce la fa.

Nel 2009 Cimmino si propone la sfida agli stretti, in acque più fredde e, talvolta, ostili. Prima quello di Messina, da Cariddi a Scilla, poi Gibilterra, indi la Capri-Napoli, la Manica, la Copenaghen-Malmoe e l’ultima fatica, dalla Croazia a Trieste.

Dal 2010 la sfida nei sette mari, in undici tappe, di cui sei già portate a termine.

Conclusione prevista a New York, davanti al Palazzo di Vetro dell’Onu a giugno 2014, la prossima tappa nello stretto di Rottnest a febbraio 2013.

Cimmino ne ha passate di ogni genere, a partire dalle gelide acque del canale di Cook, in Nuova Zelanda o da quelle dense di gas del lago di Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Vorrebbe inserire anche una tappa straordinaria di 177 Km tra Cuba e Miami ma proprio perché nessuno l’ha mai fatto.

Il suo menu di allenamento prevede 80 chilometri a settimana, vale a dire 11 km al giorno per tutti i giorni dell’anno, senza mai demordere: “Nuotare con una gamba sola è molto più dispendioso, perché lavori praticamente solo di braccia; è come remare solo da una parte, è difficile mantenere la rotta”.

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