C’era bisogno del reality?

Domenica scorsa un noto allenatore è ritornato a sedersi in panchina. Per festeggiare l’evento, Sky gli ha riservato una telecamera che ne seguisse le mosse e le espressioni, che ne cogliesse le emozioni dall’uscita dagli spogliatoi alla panchina, oltre a proporne le reazioni per tutti i novanta minuti più recupero. Una camera che non ha mai staccato su altri protagonisti, nemmeno per un istante.

Noi ci siamo chiesti che senso avesse questo trattamento speciale, molto vicino ai reality che non amiamo. E non siamo riusciti a trovare motivi che lo giustificassero.

La notizia del rientro.

Ok, c’era: dopo quattro mesi di purgatorio, l’allenatore in questione ritornava a guidare la squadra dal campo, a parlare vis-a-vis con la stampa (silenzio peraltro rotto qualche tempo fa, in una serata di Champions in cui aveva apostrofato a male parole un giornalista reo di aver esultato, in sala stampa a Torino, per un gol del Chelsea, avversario diretto dei bianconeri)

Fine pena

Crediamo che solo in un Paese e in un calcio come il nostro possa accadere che a un addetto ai lavori al rientro da un “incidente sul lavoro”, a pena scontata, sia riservata quella che in gergo si chiama una “soggettiva”.

Paese strano

Ragioniamo di un ambiente che si lascia scappare una figura come quella di Simone Farina, reo di aver denunciato una combine e lasciato emigrare nel Regno Unito per educare i giovani alla lealtà, in campo e fuori; parliamo di una televisione con largo seguito che riserva le sue attenzioni a chi ha rimediato una condanna con motivazioni pesanti e se l’è cavata con uno sconto di pena.

Ci siamo interrogati se Sky, invece di occuparsi di una realtà che poteva essere felicemente riassunta in un servizio di pochi minuti, se invece di un reality del tutto inopportuno, non potesse mettere a disposizione della Lega Calcio le sue telecamere per scopi più nobili. Oppure ancora, se non fosse il caso che la stessa Lega Calcio chiedesse di posizionare le telecamere sulla linea di porta. Anche perché in un colpo solo eviteremmo la solita manfrina sugli arbitri, le polemiche e i veleni che inaspriscono un calcio oggettivamente estremo, senza che estremizzarlo ulteriormente.

Se i responsabili di Sky avessero voglia di chiarire la loro scelta siamo qui, pronti ad ascoltarli. Anche a stretto giro di e mail.

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