Phit, le sfide editoriali continuano

N.15, in edicola

Si chiama Phit, è una rivista giovane, nata tre anni fa come sfida al sistema, cresciuta nelle difficoltà di un panorama editoriale cartaceo sempre più ostico, esibendo grande tenacia e volontà. L’ha fortemente voluta e la edita Federico che abbiamo incontrato nel piccolo loft milanese che ospita la redazione.

Federico ama il vento che arruffa il mare: il windsurf e la vela sono i suoi sport di sempre, quelli che gli riempiono la vita.

Federico è passione e sport, con stile, qualità che ritrovate in Phit, la rivista che stringe orgoglioso tra le mani mostrando la prima bozza del numero sedici.

Cominciamo a indagare, a partire da uno spunto che Federico fornisce: Phit cerca di non parlare di sport, ma di sportivi.

Lo sport è Vita Vera.

Lo sport è anche l’uomo della strada che raccoglie la sfida del suo primo triathlon sprint o della prima traversata a nuoto di un lago.

Lo sport è porsi obiettivi sfidanti e lottare per raggiungerli.

Lo sport è anche svegliarsi molto presto perché dopo l’allenamento e una doccia veloce bisogna correre al lavoro, magari in fabbrica.

Quando Phit decide di parlare di un personaggio sportivo, ne ricerca le caratteristiche umane, quelle che vanno oltre lo sport. Se ad esempio Phit volesse misurarsi con Valentino Rossi, l’intervista verterebbe soprattutto sulle passioni extra-motociclistiche del “dottore”, magari sulle cose che gli piace mangiare prima di una gara, o dopo, o su come passa il suo tempo quando è in vacanza lontano dagli sguardi di tutti.

Le scelte sono semplici, a ben guardare, e Federico le riassume così: “Non seguo storie commerciali, ma diffondo storie di passione”.

A ulteriore conforto, la qualità della fotografia e degli articoli, testimonianza di solida cultura, che fanno di Phit un oggetto da collezionare, da rileggere e apprezzare con la dovuta calma.

Ma da dove viene Phit, come nasce l’idea un po’ folle di creare una rivista di carta stampata, di elevata qualità sia nei contenuti che nei materiali? Che cosa orienta un’avventura editoriale patinata mentre il mondo viaggia sempre più in digitale?

“Il desiderio è quello di fare qualcosa di diverso, un prodotto che rompa le regole che sembra condizionino l’editoria moderna”.

L’antefatto è un’avventura finita male per colpa di un editore che ha pensato troppo al suo portafogli e troppo poco alla sua rispettabilità.

L’idea, e di conseguenza il nome della rivista, nasce dalla Proporzione Aurea, regola base sfruttata in Geometria come in Matematica ed Architettura, e in questa sfaccettatura vista come simbolo di Armonia, Benessere ed Equilibrio.

Da qui la visione dello sport come fonte di queste tre qualità, da qui l’impronta editoriale che filtra tutte le scelte e le nuove idee che vi si riversano: oltre a parlare di armonia, benessere ed equilibrio, Phit dev’essere in grado, con le scelte grafiche, con le immagini, con la qualità della carta e della stampa, di trasferire queste sensazioni.

Missione compiuta, credetemi.

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