Il telefono antidoto alla depressione

Buona l’idea di un telefono amico, riservato a calciatori ed ex calciatori britannici vittime, a vario titolo, di depressione. Sarà patrocinato dal sindacato inglese, il PFA, e presto sarà operativo nel Regno Unito. La gestione del servizio sarà affidata a Darren Eadie, negli anni Novanta protagonista nel Norwich, costretto da un infortunio a dare l’addio al calcio a soli 28 anni e poco dopo piombato in una grave forma di depressione. Questo accadeva nel 2003 e da allora ben poco si era saputo delle condizioni della talentuosa ex-ala del Norwich.

Solo l’estate scorsa, quando fu intervistato da The Independent, Eadie ebbe il coraggio di confessare quanto la sua vita fosse cambiata in pochi mesi, con attacchi di panico in casa, per strada o quando era al volante.

E del calvario subito perché nessuno sapeva indicargli una soluzione. Le cliniche esistenti in Inghilterra si occupano del recupero dei calciatori in funzione dei loro problemi con l’alcol, le droghe o la dipendenza dal gioco d’azzardo. Chi è vittima della depressione deve cavarsela da solo. Questo riferiva quando ha deciso di rendere pubblici i suoi problemi.

Da lì è venuta la buona iniziativa di affidargli un programma radiofonico sulla BBC, dove altri calciatori hanno confessato i loro problemi depressivi in carriera o una volta smesso di giocare. Eadie lo ha ammesso, senza l’aiuto di un terapeuta non ne sarebbe uscito.

Del prossimo telefono anti-depressione riferisce il tabloid britannico Daily Mail, rammentando che in questi giorni ricorre il primo anniversario del suicidio di Gary Speed, ex giocatore del Leeds e in quel momento c.t. del Galles. Un fatto che in Inghilterra ha destato un’enorme impressione e ha scoperchiato il pianeta depressione, un baratro che si spalanca a non pochi calciatori quando il mondo dorato che sono abituati a frequentare si sgretola progressivamente sotto i loro occhi.

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