Christof, la schiena fa giudizio

Buone e inattese nuove dal Colorado, dove lo sci vive impegni ravvicinati. A Beaver Creek, in occasione della libera di Coppa del mondo, risplendono i colori azzurri grazie a Christof Innerhofer, di nuovo vincente, cui sono degno contorno Dominik Paris, brillante quarto, e Peter Fill, settimo al traguardo. Christof Innerhofer, campione del mondo in carica di supergigante e medaglia di bronzo in discesa a Garmisch-Partenkirchen, ha preceduto gente tosta come i norvegesi Aksel Svindal e Kjetil Jansrud.

Erano quatto anni, da Bormio 2008, che si attendeva un successo azzurro in discesa libera. E per riandare a un’altra vittoria italiana a Beaver Creek bisogna avere buona memoria: è successo nella stagione 1996 quando in Colorado trionfò Christian Ghedina. Per Innnerhofer è il quarto successo in carriera, il secondo in discesa, il primo in una stagione che si annunciava peraltro piuttosto complicata. Il quasi ventottenne di Brunico – li compirà il 17 dicembre – ha trascorso l’estate in compagnia di fastidiosi dolori alla schiena che gli hanno imposto spesso lo stop agli allenamenti.

Tutto per fortuna dimenticato lungo i 2.752 metri del tracciato di Beaver Creek che ha un nome suggestivo: Birds of Prey, uccelli da preda. La pista si colloca tra le più impegnative del circuito, unitamente a quella di Kitzbuehel (la celebre Streif) e Bormio (l’altrettanto nota Stelvio).

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