La voce di Pierre de Coubertin

Non pronuncia le parole che gli hanno sempre attribuito – “l’importante non è di vincere, bensì di partecipare”, frase dell’arcivescovo di Canterbury pronunciata nella cattedrale di Westminster nell’imminenza dei Giochi olimpici di Londra 1908 – ma solennizza, come lui solo era capace, il suo pensiero sull’Olimpiade che aveva contribuito a ricreare.

Curiosa la voce di Pierre de Coubertin, barone assai misogeno, sembra uscire dalle profondità del passato. Forse un’antica dichiarazione radiofonica, resa a metà degli anni Trenta del Novecento, poco prima di andarsene (è morto nel 1937).

L’abbiamo ascoltata stamattina durante la presentazione di Sport Movies & Tv, la rassegna internazionale del cinema e della tv sportiva, ai Giureconsulti, storico palazzo milanese che ha ospitato la prima Borsa valori della città.

Tono basso, profondo, quello di de Coubertin, un uomo avanti con l’età che racconta, in un francese forbito, il suo concetto di sport e di olimpismo, un connubio in cui ha creduto sinché ha respirato la vita. Un uomo che non si è mai piegato a logiche commerciali e che sarebbe vissuto male nella contemporaneità dello sport, o forse ne sarebbe morto di crepacuore.

Lo spezzone audio, di poco più di un minuto e mezzo, curiosamente rintracciato da Franco Ascani, presidente della FICTS, in uno dei suoi giri per festival cinetv sportivi, fa parte di un documentario di 30’ che sarà proposto a Sport Movies & Tv dal 5 al 9 dicembre.

Un evento di cui vi daremo conto da domani, con dovizia di particolari.

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