Australia orribile ma non la puniamo: 22-19

È difficile spiegare le ragioni di questa sconfitta, troppo facile aggrapparsi all’errore di Orquera al 78′ o al drop (inspiegabilmente) non tentato circa dieci minuti prima. Il primo ci consentiva un onorevole pareggio – il primo della storia – con gli Aussie. Il secondo la piattaforma ideale per tentare l’impresa: palla in mano a dieci minuti dalla fine, 22-22.

In realtà abbiamo perso perché abbiamo buttato via l’intero primo tempo per star dietro alle provocazioni degli avversari, bravi a innervosirci e a renderci fallosi, abbiamo compiuto errori banali alla mano e le percentuali delle touche sono state da Tier 3, non da decima squadra al mondo.

Il rugby è sport semplice, matematico. Per quaranta minuti abbiamo provato a sfidare l’Australia senza avere il pallone, facendo i grossi per un calcio di punizione raccattato in mischia chiusa. All’intervallo, senza sorprese, ospiti in vantaggio 22-6.

Poi Jacques Brunel, che la partita sa leggerla, ha svegliato gli azzurri, spiegando che la difesa a banana non deve essere precipitosa, che loro attaccano al centro per avere due lati d’attacco, che Beale a 10 va pressato perché non è il suo ruolo…

Ecco così un secondo parziale a nostro vantaggio, agevolato da una meta di rapina di Barbieri (talmente carico da prendersi, in precedenza, un giallo per un antigioco che manco in U16) che regala fiducia e da un Orquera bravo nelle scelte, al piede e anche nello spazio: un paio di volte ha “galleggiato” tra le linee, a mo’ di Seven, regalando imprevedibilità e cambi di ritmo.

Peccato il finale, questo Jacques non poteva prevederlo. Ha dispensato i consigli per la rimonta (13-0 il parziale nel secondo tempo) ma si è scordato di spiegare come si vince. E’ sempre la solita storia della sconfitta onorevole, chissà come si dice in francese.

Note positive

Minto ha dimostrato di essere pronto per questo livello, idem Gori (anche oggi ottimo) e Venditti. Anche il ricambio in prima linea – Giazzon, Rizzo e Cittadini – ha fatto il suo dovere. Brunel sta allargando la rosa intelligentemente e questo è molto positivo in vista di un Sei Nazioni con Inghilterra, Scozia e soprattutto Galles sulle uova. Sul miglioramento del gioco abbiamo già parlato le scorse settimane e approfondiremo l’argomento lunedì.

Note negative

L’incapacità nel leggere la partita. Non solo oggi, con Tonga e All Blacks è uguale. A Brescia non sapevamo come domare gli isolani e siamo venuti fuori alla distanza, per inerzia della gara. Con i neozelandesi abbiamo giocato alla morte gli ultimi cinque minuti del primo tempo, anche oltre i 40′ regolamentari, per poi perdere con un quarto d’ora di anticipo la gara e, forse, anche la faccia. Oggi, sinceramente, ci siamo fatti innervosire ad arte dai Wallabies, buttando via un intero tempo e poi, quando sembrava fatta la rimonta, non abbiamo messo i punti – di rimbalzo – che ci servivano per completarla. Masochismo? Viene il dubbio.

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