Gigi Meroni rivivrà in tv

Ancora non si sa quando sarà programmato da Rai 1 il film La farfalla granata le cui riprese, e questo è l’unico dato certo, si sono concluse martedì scorso. Tratta dall’omonimo libro di Nando Dalla Chiesa, la fiction per la tv riepiloga non già le vicende della vita di Gigi Meroni quanto il segno che lo sfortunatissimo campione di Genoa e Torino, a soli 24 anni travolto e ucciso da un’auto in corso Re Umberto a Torino, ha lasciato nella memoria delle due città, nella gente che ne aveva colto le peculiarità e lo viveva come un figlio, un po’ strano ma buono, che non faceva del male a nessuno. Più Torino che Genova, per comodità e passione.
Quanto ai tifosi, beh, sono invecchiati ma non hanno mai dimenticato. Meroni lo sentono ancora vicino, vivo, con la sua zazzera e quei modi che parevano strafottenti, a volte, mentre erano soltanto timidezza.
Meroni lo interpreta Alessandro Roja, che è nato nel 1978 e ha potuto cercarne solo le tracce. Frammenti del calciatore, soprattutto la mitologia che accompagna chiunque sia morto giovane e di una morte assurda. Roja ha letto il libro, visto la puntata di Sfide a lui dedicata e poi ha sostato in cineteca per mesi, per vedersi quel poco che c’era.

Meroni è più rievocato che visto perché il suo tempo non è stato quello della televisione, ancora in embrione. Curioso come Roja sia entrato nel ruolo, con grande semplicità. “Non dovevo cercare di imitarlo alla perfezione, quanto capire cosa quella persona mi stava dicendo, che cosa mi comunicava. Ho provato ad ascoltarlo».

Meroni gli si è proposto in doppia veste, sul campo di gioco e altrove. Vestiva, da calciatore, i panni di “un anticonformista, un esibizionista, almeno sul campo di gioco, un egocentrico che sapeva molto bene che non sarebbe mai passato inosservato perché giocava al pallone come nessuno nel suo tempo. Quanto al resto, in borghese, non era per nulla borghese, era un uomo che disegnava i suoi vestiti, un tipo troppo avanti rispetto al Paese in cui viveva. Uno che aveva il coraggio di innamorarsi di una donna separata, esecrabile ed esecrato in un’Italia che ancora rammentava Coppi e la Dama Bianca e non perdonava mai”.

Roja ha confessato, per fare Meroni, di essersi ispirato a Gian Maria Volontè, uno dei suoi punti fissi di riferimento. Un attore, va detto, di una certa qualità. Complimenti a Roja, li merita. A prescindere da Meroni.

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