Noi non giriamo le spalle

La vicenda dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è nuovamente caduta nel dimenticatoio. Nessuno ricorda più che i due sono in stato di arresto nell’India.

Breve riassunto per rinfrescare la memoria. Il 15 febbraio di quest’anno i due marinai a bordo della Enrica Lexie aprono il fuoco su un peschereccio indiano scambiato per un mezzo d’assalto dei pirati. La loro iniziativa causa l’uccisione di due pescatori.

Da non dimenticare che le acque dell’Oceano Indiano sono infestate di pirati che attaccano i mercantili e le petroliere senza scrupolo, creando danni economici enormi. Non rara è la perdita della vita o la prigionia per i marinai catturati o i civili al seguito.

La notizia viene commentata spesso nei telegiornali e sulla carta stampata poiché i due militari rischiano la pena di morte.

Le indagini diventano un caso e incrinano fortemente i rapporti tra Italia e India. Ci si confronta sulla posizione della nave che sembrava muoversi in acque internazionali, sulla balistica dei colpi sparati, su considerazioni giuridiche di ogni genere per cercare una soluzione.

Ad oggi questa soluzione non si è ancora trovata e i due marò rimangono prigionieri delle autorità indiane.

Qualche settimana fa la Ferrari correndo il Gran Premio d’India ha voluto ricordare la vicenda esponendo sulle due monoposto la bandiera della Marina Italiana, suscitando critiche e puntuali contro critiche.

Per lo meno si è ricordato che Latorre e Girone sono ancora in stato di arresto.

Assolutamente inopportuna l’uscita del Ministero degli Esteri che ha commentato l’esposizione del tricolore sulla Ferrari come un’ingerenza dello sport nella politica. Sarebbe stato meglio tacere o semplicemente affermare che la diplomazia sta lavorando al caso perché è impossibile negare che lo sport sia anche politica.

Riportare le numerose vicende che accomunano sport e politica diventerebbe esercizio lungo e noioso. Ricordiamo solo che il nostro sport deve la maggioranza dei suoi successi in alcune discipline all’impegno di Esercito, Carabinieri, Polizia (anche Penitenziale), Marina Militare, Guardia Forestale Guardia di Finanza.

Ricordiamolo non solo quando mettono una medaglia al collo o tagliano un traguardo, ricordiamolo ad esempio ora. Il Coni riceve dallo Stato circa 400 milioni di euro, ma gran parte di questi fondi non sono destinati a questi atleti che, lo rammentiamo, privi dei corpi statali semplicemente non potrebbero più allenarsi e gareggiare .

Lo Stato tanto bistrattato non manca, attraverso lo sport, di portare alcuni suoi cittadini sui podi più alti. Latorre e Girone sono figli di quello stesso Stato e lo sport ha il dovere di sensibilizzare il loro ritorno senza se e senza ma.

I due marinai stavano difendendo gli interessi comuni e la comunità, qualsiasi essa sia, ha il dovere di non scordare. Oppure vogliamo ricordare solo i caduti quando arrivano in una bara di legno con il classico minuto di silenzio spesso non rispettato e qualche imbecille (vedi alcuni tifosi del Livorno) che gira le spalle?

Sarebbe gradito che alcune vittorie, alcuni punti, alcuni gol fossero dedicati a Girone e Latorre in ogni sport in ogni categoria.

Abbiamo bisogno di uomini come loro che possono anche aver sbagliato ma si sono assunti le responsabilità. L’Italia è anche questa.

Iniziativa di SportivamenteMag - Vorremo mandare dei messaggi di saluto per i due marinai: scaricate la cartolina (qui), scattatevi una foto e/o scrivete un pensiero (tipo bottiglia), inviatela a redazione@sportivamentemag.it noi provvederemo a recapitarli.

 

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