Questione di cuore, il resto va da sé

“Prima il cuore poi il resto” è un documentario cui siamo affezionati perché rappresenta al meglio una realtà particolare del rugby italiano, l’ASR Milano, una società che ha mosso i primi passi negli anni Trenta del Novecento e lo ha attraversato per arrivare in salute ai giorni nostri, con frequenti alti e bassi. Una squadra che non ha mai rinunciato ai valori fondanti del rugby dei pionieri, insensibile a mode, crisi di liquidità e di sponsor, mai cercati con accanimento.

Il filmato, di cui potete assaggiare un trailer, nasce dall’idea di uno speciale per la televisione che non ha mai visto la luce. L’intenzione era quella di proporre ad alcune emittenti dei contributi di circa 10 minuti dedicati a squadre di rugby di grande tradizione, molto radicate sul territorio ma poco note al grande pubblico.

Federico Meda e Davide Artusi, i due autori e registi, avevano scelto per il debutto il loro club, proprio perché anacronistico: alla Asr anche i giocatori della prima squadra pagano la quota sociale, le borse vengono tramandate, gli allenatori si fabbricano in casa. E ancora si fanno progetti nelle scuole, nel carcere minorile Beccaria, in zone difficili di Milano.

Per qualsiasi iniziativa esiste una sottoscrizione, per qualsiasi problema una soluzione, per qualsiasi trasloco un furgone e delle braccia abili a trasportar mobili. Una “famigliona” che non cambia mai e che, nelle parole di Giorgio Terruzzi, «va preservata, perché molto fuori moda, fuori dagli schemi».

Dopo le prime interviste e i primi ritrovamenti – foto anni Trenta, video di partite anni Cinquanta, giornali del club in ciclostile – Artusi e Meda si sono sempre più appassionati, hanno scoperto aneddoti, leggende e conosciuto a fondo i veterani, coloro che hanno sfiorato lo scudetto 50 anni fa e che hanno portato nel filmato le loro esperienze, sempre curiose e sempre scanzonate.

La bella notizia è che “Prima il cuore e poi il resto” è stato selezionato per Sport Movies & Tv 2012, la rassegna internazionale che si articola in 14 festival nei 5 continenti a cura della Federazione internazionale del Cinema, della Televisione, della Cultura e della Comunicazione, una Federazione del Cio, il cui appuntamento conclusivo è a Milano dal 5 al 9 dicembre a Palazzo Giureconsulti (Piazza Mercanti, angolo Piazza del Duomo).

di Gianni Poli

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