La controfigura di Facchetti

Primo giocatore nerazzurro a riceverlo, Javier Zanetti, il Capitano, è il vincitore del Premio Facchetti 2012. Senza nulla togliere ai sei che l’hanno preceduto nel riconoscimento istituito nel 2006 da La Gazzetta dello Sport, su iniziativa di Candido Cannavò e dall’allora direttore Carlo Verdelli, l’argentino è il più meritevole, anche perché somma una serie di virtù di Facchetti, in campo e fuori, tanto che non pochi considerano Zanetti la controfigura di “Facchettone”. Non a caso tutti i presenti erano felici per la scelta, giustamente caduta su un giocatore che è patrimonio del calcio tutto, non di una sola bandiera o campanile.

“Zanetti è di tutti” è risuonato anche nelle stanze di via Solferino dove la cerimonia di investitura ha avuto luogo.

La motivazione del Premio esalta le capacità di Zanetti di essere un leader sempre rispettoso degli avversari e vicino ai più deboli, con la sua Fondazione Pupi, che si occupa dei bambini in Argentina, aiutandone ormai molte migliaia (in origine erano 39).

Alla cerimonia di consegna di un importante assegno, che andrà appunto ai bambini, erano presente Gianfelice, il figlio di Giacinto Facchetti, Bedi Moratti, Franco Carraro, Claudio Lotito e alcuni campioni del passato, Luisito Suarez e Roberto Bonisegna.

Il premiato ha detto che giocherà almeno sino al 2014 e si riferisce all’Inter, non certo alla Nazionale. Quanto al suo futuro come dirigente dell’Inter non ci pensa ancora, ora bada a giocare.

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