Che fai, mi cacci?

Caro direttore,

il quesito è vecchio come il calcio: quando una squadra va in crisi e perde una partita dopo l’altra bisogna cacciare l’allenatore oppure continuare a tenerlo in panchina aspettando che la ruota giri?

Il campionato in corso non scioglie l’enigma. La Sampdoria continua a dare fiducia a Ciro Ferrara e sono sette sconfitte consecutive; il Genoa che non andava bene ma neanche malissimo ha cacciato Di Canio per prendere Delneri e Delneri ha perso cinque volte a fila, l’ultima ieri col Napoli, in casa. Opposte le decisioni, identici i risultati. Il quesito dunque resta.

Per cercare di risolverlo, proviamo ad andare a Palermo, dove il presidente Zamparini per non smentire la fama di mangia-allenatori si liberato subito di Sonnino, ma ha dovuto aspettare quattro settimane prima che il nuovo mister, Gasparini, vincesse una partita. Ne valeva la pena? Vedremo nelle prossime partite.

Intanto trasferiamoci a Cagliari, dove un altro famoso “misterkiller”, l’impetuoso Cellino, non ci ha pensato su due volte per togliere la panchina a Ficcadenti e darla non a uno ma a due allenatori, Pulga e Lopez, che per fortuna si sono trovati subito d’accordo e il Cagliari si è messo a far punti alla grande.

E allora? Hanno ragione i presidenti che pazientano o i “misterkillers”? Il quesito, come abbiamo appena visto, rimane irrisolto e credo che in questo momento se lo stiano ponendo in molti, Galliani e Berlusconi su tutti.

Non so che cosa decideranno alla luce degli ultimi risultati del Milan, ma una cosa è certa: finché il quesito non si risolve c’è poco da stare Allegri anche se ogni due per tre gli riconfermano la panchina.

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