Marina, oltre la maratona

E poi dicono che i sogni non sempre si avverano. Per Marina Zanardi, ultramaratoneta ferrarese, invece, i sogni sono sempre diventati realtà. Come il nono posto assoluto, prima delle italiane, al mondiale di Seregno. Roba dell’anno scorso. Ha chiuso i 100 m in 7 ore e 58. Le chiediamo come è nato il suo amore per la maratona. “Vengo dal triathlon. Avvertivo la necessità di sfidarmi su un’altra disciplina in cui la testa doveva essere ancora più forte per riuscire ad accompagnare il mio corpo al traguardo. Considerando poi che la mia struttura muscolare e ossea è più predisposta a un lavoro di resistenza più che di potenza, ho pensato che portare a termine una gara sulla distanza di 40km fosse per me, oltreché una impresa, un grosso stimolo e una sfida importante. Ho chiuso la mia prima maratona a Venezia arrivando nel 2006 sesta delle italiane con il tempo di 2 ore e 47. Avevo vinto contro me stessa. E da allora non ho mai smesso di misurarmi e di sfidarmi”.

Capelli nerissimi, di poche parole, Marina è una donna dolce. Per lei la corsa è una filosofia di vita. Vediamo i suoi pensieri ricorrenti mentre macina decine di chilometri ogni giorno. “Quando corro mi sento libera, viva e sono in pace con me stessa e con il mondo. Anzi, sono nel mio mondo, dove mente, cuore muscoli si fondono e si confondono in un tutt’uno, generando energia e regalandomi gioia, positività e le ali per andare ad assaporare quella parte più nascosta della mia anima”.

Come tutte le persone di poche parole, Marina pensa e sogna, anche se i suoi sogni diventano subito realtà. “Il sogno più bello resta l’ultramaratona di 100 km che ho vinto. Prima assoluta dei master 40. Nona assoluta al mondo e prima atleta azzurra. Una prestazione che mi ha permesso di entrare di diritto nella squadra azzurra, regalandomi la possibilità di sognare ancora e sempre più in grande”.

Papà cardiologo, mamma con il culto del burraco. E lei come si è messa in gioco, anche metaforicamente? “È con il cuore che ho intrapreso questo fantastico viaggio ed è con il cuore che affronto la vita. Quando c’è amore c’è passione e c’è vittoria. In quanto al gioco, per quanto brutta a volte può sembrarti la vita, non bisogna mai dimenticare di prenderla con spirito giocoso. La corsa è il mio gioco più bello. Amo la mia vita perché vincendo o perdendo, ho realizzato fino ad ora tutto ciò che ho desiderato. So di essere stata in questo più fortunata di tanti altri. Ecco, vorrei che la gente potesse accettarsi così com’è, mettendosi sempre in gioco, rischiando il giusto”.

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