Lo sport, ahinoi, rapato a zero

La notizia che arriva da Vicenza, riguardante il piccolo nuotatore rapato a zero con croce, è sconvolgente per me e per il giornale.

Il nostro esordio con il pezzo del direttore Meda sugli educatori era la traccia di un mondo sportivo come noi lo vorremmo e che evidentemente fatica ad emergere. Nel caso di Vicenza è venuto meno: Giulia, Giorgia, Roberto sono i tre educatori a cui era stato affidato un bimbo di 11 anni. Da loro ci si aspettava insegnamento delle regole, non solo dei corretti movimenti del corpo in acqua.

Ma soprattutto rispetto per se stessi e per gli avversari.

Con il gesto che fatico a definire i tre hanno mancato colpevolmente alla loro missione, e mi fa specie che tra loro ci sia una studentessa di educazione motoria. La loro difesa vigliacca è stata risolverla come “una goliardata”. Non è finita: molte persone vicine al caso minimizzano l’episodio.

La cosiddetta goliardata avrebbe una minima giustificazione se il gesto fosse partito dai compagni di squadra del piccolo e da loro eseguito. Solo allora si potrebbe minimizzare. Così non è stato e mi auguro che il giudice ordinario sia molto più severo della Procura federale, una volta accertata tutta la vicenda.

Ai genitori che stanno minimizzando la rasatura del piccolo nuotatore suggerisco di rapare a zero anche i loro pargoli, lasciando libera scelta sulla croce che deve essere preservata dal taglio.

Che goliardata, che bell’esempio.

A chi affidiamo i nostri figli quando entrano in spogliatoio, quando entrano in campo o in piscina? La domanda mi assilla e non nascondo un certo timore nel proporre una risposta.

Vorrei continuare a sperare che lo sport prima di tutto sia educativo e che mio figlio in piscina incontri una delle tante Barbara che minuta e tenace cresce piccoli nuotatori e si spacca la schiena per aiutare i tetraplegici. Oppure un Silvio che nuota in ogni piscina possibile per passione e per aiutare il prossimo come succederà domenica 18 a Paullo per i bambini del Kenia, con il lodevole coinvolgimento della Geas di Sesto S.G.

Esempi positivi non mancano e Sportivamente Mag cerca di metterli in luce. Poi arrivano questa Giorgia questo Roberto e Giulia e vien voglia di raparsi a zero. Tutti noi, per solidarietà con il piccolo Phelps.

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