Su New York annullata infuria Stefano Baldini

Una decisione tardiva, improvvida, purtroppo legata ai meccanismi del consenso: la cancellazione della Maratona di New York a poche ore dall’effettuazione, il venerdì pomeriggio, è stata imposta al sindaco Michael Bloomberg dalla realtà che gli ha presentato il conto. Gli hanno detto che stava rischiando troppo, in termini di popolarità.

Hanno avuto la meglio le reazioni scandalizzate di chi non si capacitava di un evento sportivo “da confermare ad ogni costo, perché lo spirito americano è indomito e non ci si arresta di fronte a una calamità. La Maratona si corse anche nel 2001, a poche settimane dalle Torri Gemelle”. Così si esprimeva martedì sera il sindaco Bloomberg, tra gli applausi di chi ritiene che lo show debba sempre proseguire, a dispetto dei morti e delle devastazioni ben visibili in città, difficilmente rimediabili in pochi giorni.

La decisione tardiva di Bloomberg ha fatto infuriare l’olimpionico di Atene Stefano Baldini, che a New York avrebbe corso come testimonial dell’iniziativa benefica Run4Emilia. Durissimo il suo commento: “Dovevano saperlo già da martedì che sarebbe stato impossibile gestire un evento così importante, peccato che si siano mosse trentamila persone da tutto il mondo. Il danno è soprattutto morale, non solo economico. Bastava dirlo subito, non a meno di 24 ore dall’effettuazione. Noi eravamo qui per correre per il progetto rivolto alla raccolta fondi in favore del Comune di Reggiolo”.

Leggi anche:

Non digerisco lo spezzatino
In bici con Luigi (e molta nostalgia)
Ivana Di Martino – Noi, qui, il presente
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: