Il sogno di correre di Luca

Questa è la storia tenera e al tempo stesso ingombrante di Luca, 20 anni, bloccato da sempre su una carrozzina. Aveva 11 mesi quando, in seguito a una vaccinazione, è stato colpito da encefalopatia perinatale. Una malattia che agisce sul cervello e sui centri nervosi. Lui non si è mai arreso e ha continuato a inseguire, con il corpo e con la mente, i suoi sogni di innamorato dello sport. “Ho sognato spesso di poter correre come fanno tutti i ragazzi della mia età. E sono certo che questo sogno diventerà realtà. Qualche giorno fa, sempre in sogno, mentre mi recavo dai miei amici sono stato colpito da una forte emicrania. Ho alzato gli occhi e ho visto questa palla di fuoco che mi stava accecando. Una luce intensa che ha sprigionato in me, quasi per incanto, energie nuove. E così ho trovato la forza per liberami della carrozzina e camminare”.

Luca non si sente affatto un diverso. Lo incontri spesso circondato da ragazze carine, che lo adorano, oppure impegnato in palestra a fare esercizi. E poi è un fiume in piena. Si è diplomato operatore turistico, ha studiato psicologia, si è occupato di politica e all’ultima tornata elettorale era in lista con Rifondazione Comunista. Fa anche il volontario di protezione civile. “Amo lo sport e soprattutto le discipline con la palla. Mi piacerebbe gareggiare e prendere parte alle Paralimpiadi. Vorrei tanto confrontarmi con gli altri e soprattutto con me stesso. Per me non esistono ostacoli di nessun genere. Con la forza di volontà e la gioia di vivere arrivi a conquistare anche i traguardi che lì per lì possono sembrare impossibili”.

Per questo ragazzo, mai imbronciato e sempre disponibile con tutti, la disabilità non esiste. “Mi sento una persona normalissima, con una sensibilità particolarmente spiccata. Ho soltanto una visione diversa da quella che possono avere gli altri. Quando sto insieme ai miei amici gioco, scherzo, rido e faccio tutto quello che fanno loro. E’ un vero peccato che la gente sia convinta che la disabilità sia sinonimo di diversità”.

Sapete qual è la gioia più grande per Luca? Quella di poter indossare una divisa, come quella della protezione civile e di aiutare gli altri: “Abbiamo ricevuto gratuitamente il dono della vita e credo che sia il compito di tutti noi poter donare e donarsi agli altri. In modo concreto. A piccoli gesti. Sono sicuro che anche io posso dare tanto, anche se, per adesso, devo starmene seduto sulla mia carrozzina”.

 

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