Il Lo Bello britannico l’ha combinata grossa

Per i più giovani e chi, in età avanzata, si fosse distratto, è bene rammentare che per una quindicina d’anni, a partire dai primi sessanta del Novecento, in Italia e in giro per il mondo imperversò un arbitro che non passava inosservato. Di nome faceva Concetto, di cognome Lo Bello, era un siciliano a tutti noto e da tutti temuto. Era un fischietto (allora si diceva così, l’altro sinonimo era giacchetta nera) siracusano di molto polso e del tiranno aveva i non nobili tratti, in campo. Bravissimo, a dire il vero, ma fatalmente protagonista, a sfatare l’antico adagio che vuole gli arbitri più bravi capaci solo di non farsi notare, perché non spezzettano il gioco e fischiano solo quando occorre. Gli arbitri, in quanto giudici inappellabili, devono far parte della categoria dei giusti. O Giusti, con la maiuscola.

I modi, gli atteggiamenti, le reprimende in campo diedero vita al “lobellismo” che ha avuto non pochi seguaci, se non eredi. Non una malattia ma un comportamento insopportabile, che ha una sola definizione: eccesso di protagonismo. Lo Bello diventò poi parlamentare democristiano, ma in Parlamento fischiò meno del dovuto. Fu più spesso fischiato.

Gli arbitri sono nell’occhio del ciclone dappertutto, ma in Inghilterra più che altrove. Sono umani, sbagliano come tutti noi ma ogni tanto esagerano. È il caso di Mark Clattenburg, imbarazzante nelle valutazioni errate durante la supersfida in Premier League tra Chelsea e Manchester United di sabato scorso. Clattenburg si è scordato di sanzionare con il rosso David Luiz (seconda simulazione) e ha invece cacciato dal campo Fernando Torres (sgambettato da Johnny Evans). Non contento della performance, è riuscito a  convalidare il gol vincente di Chicharito Hernandez segnato in netto fuorigioco.

Poi deve essere andato oltre, visto che il Chelsea stamattina ha inoltrato una protesta ufficiale per gli atteggiamenti razzisti dell’arbitro nei confronti di due suoi giocatori di colore, Obi Mikel e Juan Mata. La Federcalcio inglese ha immediatamente aperto un fascicolo e Clattenburg sarà chiamato in giudizio.

L’erede britannico di Lo Bello è un arbitro-primadonna, come scrivono i giornali e i siti britannici, già indiziato di usare molto di più la sua discrezionalità dei regolamenti. In onore del Paese organizzatore dei Giochi l’estate scorso era stato designato a dirigere la finale olimpica tra Brasile e Messico. Ora rischia una lunga squalifica, sempre che non intervenga la radiazione, qualora le accuse di razzismo si rivelassero fondate.

Il “lobellismo” non paga, a qualsiasi latitudine.

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