In NBA LeBron asso pigliatutto?

Ci eravamo lasciati a giugno con LeBron James e i Miami Heat che alzavano il loro secondo titolo della storia e ci ritroviamo gli stessi Heat nel mirino di tutte le franchigie NBA, la caccia ai campioni comincia domani notte!

Occhi e riflettori su South Beach dove gli Heat si sono rinforzati notevolmente sul perimetro portandosi a casa due cecchini di prima fascia come Ray Allen e Rashard Lewis, quest’ultimo voglioso di riscatto dopo la pessima stagione passata; degli Heat che sposano dunque la filosofia dell’ultimo Team USA potenziando il loro raggio di tiro e lasciando qualcosa nel pitturato, quel qualcosa che i Los Angeles Lakers invece hanno vertiginosamente riempito con l’innesto bomba dell’estate, Dwight Howard!

L’ex centro dei Magic sa che può essere l’anno buono per il titolo ma più di lui lo sa Kobe Bryant, arrivato – stando alle sue parole – alla sua penultima stagione da professionista e carico a mille pur di centrare quel 6° anello che lo porterebbe nell’olimpo di Michael Jordan. I giallo-viola non hanno disputato una buona pre-season (0 vittorie e 8 sconfitte) ma il tempo per ingranare c’è, specie per amalgamare i gioco di coach Brown con l’estro di Steve Nash, quel tempo che invece gli Oklahoma City hanno già masticato in questi anni e adesso sono pronti a riconfermarsi.

Ma non ci sono solo Heat, Lakers e Thunder: guardando a Est attenzione ai “nuovi” Boston Celtics di Rajon Rondo visti a Milano in pre-season e ai Philadelphia 76ers del sempre mefistofelico coach Doug Collins, che quest’anno potrà contare su una squadra giovane e sui servigi del potenziale miglior centro NBA, Andrew Bynum.

A New York invece i Knicks di Carmelo Anthony hanno richiamato dalla pensione Rasheed Wallace (squadra con l’età media più vecchia, ndr) per dare battaglia ai cugini neo-arrivati dei Brooklyn Nets di Deron Williams e Joe Johnson.

A Ovest occhi su una potenziale mina vagante come Minnesota che ha riportato in NBA Brandon Roy e Andrei Kirilenko, ma soprattutto ai Los Angeles Clippers del magico Chris Paul che avrà un cast di supporto ben rinforzato, e infine i soliti vecchi volponi dei San Antonio Spurs dei “Tri Amigos” (Parker, Ginobili & Duncan) sempre capaci di dare fastidio.

Uno sguardo veloce anche alle matricole in quello che per molti è stato definito come uno dei migliori Draft degli ultimi anni; Anthony Davis ha la strada spianata per vincere il” Rookie Of The Year” ma attenzione ai piccoli come Damian Llillard di Portland, Bradley Beal di Washington, già punti di riferimento nelle loro franchigie, e infine a Michael Kidd-Gilchrist finito in quel inferno chiamato Charlotte Bobcats.

Due parole anche per i nostri portacolori: Andrea Bargnani, sempre che il polpaccio non gli renda la stagione un calvario, si prepara ancora una volta a inseguire i Playoffs con i Toronto Raptors ancora poco decifrabili; Danilo Gallinari e i suoi Nuggets si potranno confermare come squadra ostica a Ovest con l’ex Olimpia pronto a spiccare il definitivo lancio, mentre sono poco incoraggianti le notizie per Marco Belinelli finito nel cantiere di Chicago e con molte difficoltà ad adattarsi al sistema di coach Tom Thibodeau, privo fino a marzo 2013 della sua stella Derrick Rose.

Questa stagione comincia anche con una notizia alquanto rilevante, infatti dopo 30 anni di onorata carriera il Commissioner NBA David Stern ha annunciato le sue dimissioni che verranno ufficializzate il 1° febbraio del 2014. Stern fu infatti eletto nel 1984.

Fare pronostici adesso è molto difficile soprattutto perché le potenzialità di questi nuovi e molto quotati Lakers sono ancora da scoprire, la perdita di James Harden (ha rifiutato l’estensione di contratto da $54 milioni per 4 anni) da parte dei Thunder potrebbe gravare all’economia di coach Brooks, i Clippers sono pur sempre i Clippers e quindi mai fidarsi come direbbe Federico Buffa, i Knicks hanno un gigante punto interrogativo sopra le loro teste specie su quella della loro stella col #7.

L’unica certezza che fa tremare la lega è la voglia di LeBron James di diventare il giocatore più forte di sempre (parole sue!) e, stando alle parole dell’amico Dwyane Wade, il bello del “Chosen One” deve ancora arrivare!

Let The Party Jump!

Francescomatteo Bertoli

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