Quando lo sport parla in libreria

Tre pomeriggi verso sera che sembravano una Sei giorni, di quelle emozionanti di una volta, con scatti e controscatti, sguardi d’intesa e sorrisi di complicità. Applausi e gesti d’affetto per i campioni dello sport chiamati a ricordare e per i giornalisti convocati per raccontare soprattutto storie inedite e retroscena gustosi. Particolare la platea: solo sportivi doc, gente che sapeva di un privilegio e lo ha colto, senza che nessuno trascendesse. Il gossip, per fortuna, è altrove.

Gli appuntamenti per i trent’anni della Libreria dello sport di Milano coincidono con una passerella di numeri uno, in cui si avvicendano grandi uomini di basket, di ciclismo, di rugby e di calcio. Tipi umani che hanno raccolto le loro storie e gli aneddoti di una vita scrivendoli di persona o consentendo che alcuni giornalisti di qualità (ce ne sono, non sembra vero) ne riferissero. Tutti raccolti su carta in racconti e libri presenti nella libreria di via Carducci al 9.

Sotto traccia operano due “gregari di lusso”, Meda e Pastonesi, che strappano e ricuciono a memoria e si parte subito forte: Giorgio Terruzzi si dice fortunato  per aver raccontato da vicino Senna, Schumacher e Valentino Rossi ma il privilegio è nostro, perché Terruzzi li racconta in ogni aspetto, consegnando ritratti veri di campioni e, ancora, di uomini.

Continua Giovanni Lodetti, “basléta” quando giocava con Rivera, e “ceramica” quando si divertiva in incognito sul campo di Trenno a carriera già in archivio: Fabio Treves e il resto della platea lo scaldano come capitava un tempo a S.Siro e Lodetti racconta nel dettaglio Nereo Rocco, che di tattiche capiva poco ma s’intendeva moltissimo di uomini e lasciava che in campo facessero loro. Incluse storie di birichini in ritiro quando Rocco sorprese festeggiamenti fuori ordinanza con lo champagne e sgridò i trasgressori dicendo “la prossima volta inviteme… “. Due giorni dopo avrebbero vinto la Coppa Intercontinentale.

Gli avvicendamenti degli ospiti di riguardo funzionano che è un piacere: Marco Bortolami, capitano della nazionale di rugby racconta i suoi propositi di laurearsi in ingegneria per lavorare in Ferrari; Sante Gaiardoni è ancora lì che se la ride pensando ai moccoli che ha fatto tirare al grande Antonio Maspes e Gino Cervi, saltato tra il pubblico, chiede a Bruno Pizzul se qualcuno “ha ancora il problema di girarsi”: Pizzul sorride, raccoglie e racconta.

E ancora: Sandro Gamba ragazzino che vince una corsa in bicicletta, e dopo il traguardo si sente dire che dovrebbe darsi alla pallacanestro (quindi gli angeli esistono). Quella gara era organizzata da Renzo Zanazzi e quando tocca a lui svelarsi racconta di quando frenò la bicicletta del fratello Valeriano per vincere un orologio messo in palio da un riccastro, il conte Lowenthal, a Cesano Boscone.

Ottavio Missoni racconta di atletica, di guerra e di gomitoli – e di come vince le gare “over 90 anni”  – tenendo forte la mano a Pastonesi. Auro Bulbarelli riferisce di come ha raccolto le testimonianze di Fiorenzo Magni in un volume dalle splendide foto.
Renzo Zanazzi fa gli opportuni scongiuri quando gli ricordano che è la più vecchia maglia rosa vivente, ma soprattutto si fa una bella risata quando glielo dicono, che è il vero modo per continuare ad esserlo per tanto tempo ancora.

Mancano solo le performance di Chicco Pessina, di Claudio Gregori e del citato Gino Cervi: tutti a raccontare di uomini, famosi ma anche no, che hanno in comune belle vicende da raccontare.

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