Simone Ragusi – Domani corono un sogno: sono al Battaglini

Quando si parla di Rovigo si pensa al rugby. Punto. Da sempre sogno di giocare sotto gli occhi di Maci Battaglini e Doro Quaglio, i cui volti sono disegnati sulla tribuna scoperta dello stadio. Domani succederà e avrò la mia occasione per dimostrare, nella capitale del rugby, cosa posso fare.

L’avventura pratese sta andando alla grande: mi provano in tutti i tre ruoli in cui posso giocare (10-12-15), mi sto conquistando piano piano la fiducia di compagni e allenatori e poi ho esordito in Europa a Grenoble! Non potete capire cosa significhi allenarsi durante la settimana con i palloni della Challenge Cup, partire per la Francia, fare il riscaldamento di fronte al pubblico di casa, la chiama con l’arbitro internazionale…

La vita del professionista è dura ma le soddisfazioni arrivano, basta aspettare e allenarsi sempre al massimo. Quando giocavo all’Asr Milano dovevo pensare solo alle partite, ora penso al singolo allenamento, al singolo passaggio, a ricordarmi e applicare tutto quello che mi dicono. Non sempre è così facile!

Molti mi chiedono se mi è spiaciuto non giocare con i London Welsh, partita di Challenge che abbiamo rischiato di vincere. Beh, ero 24°, quindi mi sono riscaldato e ho fatto tutta la giornata come se dovessi scendere in campo. Non mi sembra poco, fidatevi. E anche quando mi hanno sostituito in campionato dopo solo 30 minuti – giocando ala, peraltro – non è che mi sono arrabbiato: avrei solo preferito stare in campo di più.

Una grande soddisfazione mi è arrivata dalla nazionale Emergenti: ho giocato finalmente 80 minuti (contro l’U20) e ho segnato una meta. Sono iniezioni di fiducia pazzesche per puntare alla maglia titolare.

Questa settimana volevo farmi fare un tatuaggio maori, l’idea era di disegnarlo su polpaccio, caviglia e collo del piede. Però poi un amico me l’ha sconsigliato: rischiava di gonfiarsi dove c’è solo l’osso e con il sogno-Rovigo alle porte non potevo certo permettermelo…

Yo!

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