Un tripudio di maglie rosa

 

A Magreglio, presso il Museo del Ghisallo, si trova la più importante collezione di maglie rosa, il simbolo del primato al Giro d’Italia. Sono ben cinquanta, indossate da chi ha vinto la “corsa rosa” oppure ha vestito la maglia di leader per uno o più giorni. La potete visionare, allestita nella parte del Museo nota come “il Velodromo”, a partire da sabato pomeriggio, dopo l’inaugurazione prevista alle 15.

La collezione è il frutto dell’iniziativa Giro for Ghisallo, un’idea di Hand&Made promossa dal Giro d’Italia e da Rcs Sport in favore del Museo presieduto da Fiorenzo Magni, suo grande ispiratore che alla campagna aveva dato il primo impulso donando le sue maglie rosa (ben tre). L’uomo che aveva gioito man mano che altri simboli di una carriera si affollavano al Museo purtroppo non può più rispondere all’appello.

La grande raccolta di maglie rosa, la più imponente al mondo, è il risultato di due anni di gesti disinteressati, di donazioni venute da corridori illustri ma anche da gregari che ne hanno indossata una sola in carriera e non hanno esitato a privarsene. E ancora, sono state proposte da semplici tifosi, da giornalisti o da organizzatori di ciclismo.

L’ultima, la cinquantesima, è venuta, classica ciliegina sulla torta, dal cavalier Pietro Santini dell’omonimo maglificio. È quella indossata da Gilberto Simoni vincitore del Giro 2003 e donata a Santini a premiazione avvenuta.

La collezione è frutto dell’abnegazione di due accaniti cacciatori di maglie rosa: con un incarico ufficiale e la legittimazione di Gazzetta e del Museo, si sono efficacemente mossi nell’insolito ruolo Federico Meda e Davide Secchi. La caccia ha come intento finale quello di reperire almeno una maglia rosa per ciascuna delle 77 edizioni che l’hanno contemplata.

Il presupposto fondante di Giro for Ghisallo è rimasto intatto, nella sua semplice formulazione, enunciata alla vigilia del Giro di Lombardia 2010: «Il ciclismo ti ha dato tanto, è tempo di ricompensarlo». Il progetto prevedeva e prevede il versamento al Museo del Ghisallo di 500 euro da parte del Giro d’Italia per ogni maglia donata. Il supporto al Museo è stato sin qui consistente, pari a 25 mila euro.

Ogni maglia della collezione reca una targa con l’anno di riferimento, il nome del corridore che l’ha indossata, il nome del donatore e una dedica. I donatori sono stati omaggiati con cenni su La Gazzetta dello Sport e Sportweek oltre a comparire diffusamente su giroforghisallo.gazzetta.it, il blog dedicato all’iniziativa, e sull’account di facebook, molto partecipato e alle soglie dei 5000 fan: facebook.com/giroforghisallo.

Rispetto al periodo di riferimento – la prima maglia rosa fu assegnata nel 1931, la indossò Learco Guerra al termine della Milano-Mantova tappa d’esordio di quel Giro – le 50 “rosa” che sono state reperite riguardano tutte le decadi.

Al momento sono in collezione 6 esemplari degli anni Trenta e Quaranta, 11 degli anni Cinquanta e Sessanta, 11 dei Settanta e Ottanta e 22 delle ultime due decadi.

La collezione di maglie rosa al Museo, oltre ad allietare i visitatori, consentirà eventi promozionali e rassegne itineranti, già a partire dal prossimo anno.

Questo il dettaglio dei donatori (tra parentesi il corridore che l’ha indossata e l’anno)

 

Ivan Basso (Basso, 2010), Paolo Bettini (Bettini, 2005), Andrea Noè (Noè, 2007), Fiorenzo Magni (Magni, 1948/51/55), Ivan Gotti/Molteni (Gotti, 1999), Giorgio Cimurri (De Filippis, 1957), Pietro Illarietti (Chioccioli, 1991), Piergiovanni Sciascia (Contador, 2008), Stefano Diciatteo (Di Luca, 2007), Pierangelo Meroni (Visentini, 1986), Renzo Zanazzi (Zanazzi, 1947), Renato Di Rocco (Contador, 2008), Paolo Savoldelli (Savoldelli, 2006), Alfredo Martini (Petterson, 1971), Aldo Colombo (Simoni, 2001), Pasquale Golia (Menchov, 2009), Moreno Argentin (Argentin, 1993), Luca Fornara (Pasquale Fornara, 1956), Giovanni Visconti (Visconti, 2008), Renzo Bordogna (Casagrande, 2000), Francesco Moser (Moser, 1984), Franco Bitossi (Bitossi, 1970), Natale Maderna (Bugno, 1990), Alberto Contador (Contador, 2011), Loriano Gragnoli (Battaglin, 1981), Silvano Contini (Contini, 1983), Pietro Algeri (Tonkov, 1996), Massimo Podenzana (Podenzana, 1988), Angelo Morlin (Visentini, 1979), Famiglia Valetti (Valetti, 1939), Vittorio Castelli (Indurain, 1992), Giuseppe Minardi (Minardi, 1954), Bruno Mealli (Mealli,1965), Eugeni Berzin (Berzin, 1994), Giovanna Pettinati (Pettinati, 1958), Fabrizio Delmati (Saronni, 1985), Famiglia Bernacchi (Bernacchi, 1937), Maria Luisa Cioni Leoni (Leoni, 1949), Giorgio Zancanaro (Zancanaro, 1967), Ryder Hesjedal (Hesjedal, 2012), Gianni Motta (Motta, 1966), Stefano Meco (Cunego, 2004), Anna Ronchini (Ronchini, 1963), Silva Bergamaschi (Bergamaschi, 1935), Ercole Baldini/Franco Bestetti (Baldini, 1958), Marino Vigna (Merckx, 1968), Rcs Sport (Menchov 2009), Pietro Santini (Simoni, 2003).

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