Ludovico Chiorri – Fuori per infortunio, maledizione

 

Quando si è costretti a rimanere fuori per un infortunio, anche se lieve, la sofferenza è grande sofferenza. Non poter fare ciò che si ama perché il tuo fisico momentaneamente non te lo permette è quasi logorante. Quest’ultima giornata di campionato giocata a Cento l’ho vissuta da spettatore in tribuna, ho tifato e incitato i miei compagni quasi a perdere la voce, ho cercato in qualche modo di dare lo stesso il mio contributo. Purtroppo la partita non è andata bene ed è arrivata una sconfitta.

Non giocare mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca; avrei voluto essere in mezzo al campo a lottare assieme alla mia squadra ma purtroppo non ero nella condizione di farlo. Questo campionato personalmente è iniziato un po’ in salita, sono andato incontro a problemi fisici che mi hanno messo sia fisicamente che psicologicamente un po’ fuori forma, ma non c’è tempo da perdere.

Sabato si gioca il derby con Senigallia e come tutti i derby sarà una lotta per tutti i 40 minuti. Sto puntando a recuperare al meglio e per il momento sono molto fiducioso. L’unica certezza che ho è che sicuramente non starò a guardare.

 

di Ludovico Chiorri

 

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Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza.

Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1885

 

Quel corpo che freme per essere in campo, ma sa bene che non può. Lottare come dei leoni in gabbia, sudare il doppio, perché tutto quello che si fa sembra vanificato. Questo succede quando si ama il proprio sport, quando si è abituati a stare sotto i riflettori, a essere protagonisti, sicuri ma umili, pronti a metterci la faccia, le gambe, le braccia. Il proprio corpo, quello stesso corpo che deve imparare ad accettare i propri limiti, con il quale non si può ragionare. Lui vuole giocare, vincere, fare di tutto per scendere in campo e fare di tutto per mettere una tripla che ti cambierà la vita…

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