Solo filmati, non fermati

Caro direttore,

di solito prima di scrivere queste brevi note sul campionato di calcio aspetto che si giochino tutte le partite. Stavolta non è così, perché nulla potrà accadere di più squassante di quello che è successo ieri, roba da chiudere per sempre con gli stadi, col calcio, col vivere civile.

È successo a Livorno, serie B, nella partita contro il Verona. A un certo punto un gruppo di ultras del Verona, noti picchiatori fascisti che da tempo girano impuniti per tutti gli stadi d’Italia salutando con braccio teso e urlando slogan vergognosi, ha intonato un coro oltraggioso contro Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto sul campo lo scorso mese di aprile durante Pescara-Livorno.

Non so che cosa dicessero quei cori, i giornali che ho letto stamattina hanno avuto il pudore di non riferirli, ma questo non attenua il mio sdegno e non capisco, proprio non capisco, perché la partita non sia stata sospesa e i fascioteppisti non siano stati impacchettati e portati dentro. Dice che sono stati filmati dalla polizia. Ma perché soltanto filmati e non fermati?

Il Verona alla fine ha diffuso un comunicato in cui si dissocia “da alcuni comportamenti e atteggiamenti…”. Comportamenti e atteggiamenti? Ma quei cori sono molto più che questo, sono lo specchio di una cultura sportiva trogloditica che ancora alligna in certi ambienti e che bisogna assolutamente sradicare. Per rispetto a Piermario Morosini, ma non soltanto per lui. Il Verona ha vinto 2-0, ma sapesse quanto ha perso.

Oggi, direttore, non seguirò le altre partite. Potrei vomitare.

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