Doping, non se ne esce

Temo, anzi sono convinto che dalla spirale del doping non si esca. Quella che il caro amico e collega Mario Fossati battezzò la “farmacia del diavolo” è diventata un punto di riferimento per una moltitudine sempre più vasta di atleti grandi e piccoli di tutti gli sport. È inutile accanirsi con i ciclisti, sicuramente più vulnerabili e meno protetti.

Questo gioco al massacro nei confronti di uno sport che ha fatto storia, geografia, narrativa, poesia e molto altro, non è più accettabile.

Forse, come ormai sostengono in molti, si vuole affossare il ciclismo per salvare qualche altro sport ritenuto più pulito o meno sporco? Non lo so. Non sta a me dirlo.

Forse ha ragione chi – e pare siano in un bel numero, non solo negli Stati Uniti – rivendica da tempo una sorta di liberalizzazione. Sei professionista e vuoi doparti? In quanto adulto e vaccinato, sono cavoli tuoi. In questo modo, forse, risparmieremmo in soldi (sapete quanti milioni di euro girano per controlli che lasciano a desiderare?) e in ipocrisia.

E poi, lasciatemelo dire: chi controlla i controllori e chi giudica i giudici?

Da come vanno le cose mi fido sempre meno della cosiddetta autorità che, spesso e volentieri, usa due pesi e due misure. Adesso che hanno tolto i sette Tour consecutivi ad Armstrong come la mettiamo? Siamo sicuri che i record olimpici, da Londra 1908 (Dorando Pietri si faceva, dicono, di stricnina) a oggi siano tutti puliti? Qualche dubbio mi rimane.

E l’operacion Puerto che fine ha fatto? Si era parlato di 200 calciatori eccellenti e di nomi di primo piano legati anche agli sport motoristici.

La cosa importante è bastonare chi pedala e magari “uccidere” uno come Marco Pantani, che aveva riportato il ciclismo a sport di massa. Soprattutto non toccare il Moloch, il “sacro pallone” . Guai a chi si permette di insidiare la popolarità e il culto per il calcio. Perché è un gioco con la palla che fa felici grandi e piccini?

 

Leggi anche:

Ecco a voi la Ferrari cinesizzata
Quella scala da risalire
Ottolina, sprinter burlone
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: