Anche la boxe fa coming out

Orlando Cruz

Stando alle dichiarazioni di Jonathan, fare coming out è una buona idea, sino ad un certo punto. Essendo una scelta personale, il prezzo da pagare di tasca propria è altissimo, a meno che ci si impegni in qualcosa, diventando pionieri di lotte contro omofobia e razzismo in ogni loro forma. Allora le cose migliorano.

Rispolveriamo queste dichiarazioni dopo lo scalpore suscitato da una notizia recentissima: giorni fa Orlando Cruz, detentore della corona latina Wbo dei pesi piuma e numero quattro della classifica Wbo, si è aggiudicato un nuovo titolo. È infatti il primo boxeur in attività che esce allo scoperto, fa coming out.

È una cintura di campione abbastanza pesante da portare. Non mancano perplessità a riguardo, dato che il pugile è all’apice della sua carriera. Gli manca davvero poco per avere una chance a livello mondiale, basterebbe che battesse nel prossimo incontro il messicano Jorge Pazos.

Sicuramente Cruz salirà sul ring con un grande fardello in meno, ma aumenteranno gli occhi puntati su di lui. Il 31enne portoricano, a questo punto ricordato anche come  omosessuale, scuote un ambiente basato sulla forza fisica. Il suo è un bel diretto ben assestato alle coscienze del mondo sportivo e non solo.

Dopo aver avuto un bel coraggio nel prendere questa decisione, corre il rischio di non essere più lo stesso agli occhi dei suoi avversari, come del resto al milieu del pugilato mondiale di cui fa parte.

Non esiste uno sport più gay-friendly di altri, del resto quale disciplina lo è? Ma stiamo parlando di boxe,  la cui immagine è quella di uno sport praticato da veri uomini. Ma Cruz – tra l’altro per sette volte campione di Porto Rico – non vedo come possa essere messo in dubbio a livello sportivo. In quanto gay lottava per quei titoli come chiunque altro, nessuno lo sapeva e tutti lo festeggiavano.

Adesso per favore non facciamo finta che non sia un vero uomo, o che non sia un vero sportivo. Chi ha avuto gli “attributi” di uscire allo scoperto contro tutto e tutti, con i riflettori puntati addosso, dovrebbe essere considerato più uomo di tanti altri.

Se la sua missione è poter diventare un buon esempio per molti ragazzi che vedono nella boxe un’opportunità professionale, come ha dichiarato, mettiamo da parte i finti perbenismi e lasciamo che un vero sportivo lotti per le proprie convinzioni.  Liberi di cambiare canale.

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