Quando il Giro lo scrivevano i ragazzi

La presentazione del Giro 2013 mi ha fatto pensare a moltissime cose. La mia passione per lo sport è nata con il Giro d’Italia e con il processo alla tappa di Sergio Zavoli. Penso comunque di non essere la sola vittima di questa folgorazione. In quanti rimanevamo incollati al piccolo schermo per seguire quello spaccato di vita quotidiana in bianco e nero. E poi l’immancabile Gazza, con le sue numerose pagine rosa dedicate al ciclismo.

Ricordo quell’anno (1967), quando il Giro del cinquantenario, vinto da Gimondi, fece tappa sulle nostre spiagge, a Lido degli Estensi. Era la frazione più breve di quella memorabile edizione. Un centinaio di chilometri, da Riccione a Lido Estensi, senza un cavalcavia. A due passi dal mare, sul viale intitolato a un grande poeta romagnolo ciclofilo, Giovanni Pascoli, il giovane Eddy Merckx, in maglia bianconera a scacchi della Peugeot, brucia tutti allo sprint alzando la mano destra. Al tavolo del processo alla tappa ci sono i corridori romagnoli che hanno fatto la storia: Ercole Baldini, Mario Vicini, Pipazza Minardi e Vito Ortelli. Adriano De Zan, Nando Martellini, Enrico Ameri e Sandro Ciotti, vestono la tuta Rai. C’è anche Ugo Tognazzi, pronto per la sua trasmissione serale dedicata al Giro.

A solleticare la mia fantasia, in sala stampa, ci sono alcuni miei coetanei, i secchioni della scuola, scelti dagli insegnanti per la cronaca della tappa. I due componimenti migliori verranno pubblicati il giorno dopo sulla Gazzetta. La San Pellegrino promuove da anni questo concorso. Una bella idea per diffondere lo sport del ciclismo e soprattutto il Giro, questo romanzo popolare scritto a due mani, un po’ alla Salgari e un po’ alla De Amicis, tra i ragazzi delle scuole medie.

Il Giro scritto dai ragazzi” non c’è più. Bisognerebbe riproporlo e valorizzarlo. Potrebbe rappresentare quello che oggi viene definito un valore aggiunto. Ci sono tanti ragazzi che amano questo sport e che sognano di scalare le montagne e buttarsi a perdifiato lungo le discese. Cuore e avventura. Spero tanto che gli organizzatori del Giro possano recepire il messaggio.

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