Lancio del telefonino. E c’è poco da ridere

I finlandesi un tempo erano gente seria, in atletica cultori del giavellotto e più in generale dei concorsi, atleti straordinari nel mezzofondo in pista ma anche nel fondo su neve, repertorio sci stretti. Dal 2000 ci interroghiamo (buon sangue può mentire?), da quando in Finlandia hanno inventato il “lancio del telefonino”, definendolo oltretutto uno sport. In effetti chi partecipa il cellulare lo scaglia il più lontano possibile. Pare sia un gesto antistress, liberatorio. Quantomeno soddisfacente soprattutto perché non lanci il tuo apparecchio.

La “specialità telefonica” immaginiamo sia frequentata con soddisfazione da chi opera nei call center italiani, anche se il numero dei praticanti è ben più ampio. Nelle prime tre edizioni italiane si sono cimentati ben 31.985 lanciatori, ammirati (forse) da 280.000 spettatori. Oltre 400mila i contatti sul sito il cui indirizzo omettiamo per la privacy.

A Porto Sant’Elpidio martedì 1° maggio avrà luogo la prima prova del Campionato italiano; la seconda sarà a Brescia, in luglio, per le altre portate pazienza. Se ne cura un organizzatore italiano di cui omettiamo il nome perché potreste rincorrerlo con un bastone nodoso.

Nelle Marche questo signore metterà a disposizione oltre diecimila apparecchi, tutti di identica marca, modello e peso (66 grammi), tutti privi di batteria perché l’ambiente va tutelato. Chi scaglierà il telefonino (altrui) più lontano – la distanza sarà calcolata con la telemetria – vincerà, idea geniale, un cellulare di ultima generazione.

Dimenticavamo, il record mondiale di lancio del telefonino sembra essere di 89 metri. Il primato italiano risulta essere di 65 metri e 53 centimetri, dal 2010 in possesso di un giovane monzese.

Con queste informazioni pressoché esaustive stanotte dormirete meglio e più a lungo.

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