Ci mancava il nuoto promiscuo

A Dubai è andata in scena la prima staffetta di nuoto che mischia le carte, o meglio i generi, già definita “il rispettabile gioco delle coppie”. Una staffetta mista e molto alternativa, visto che è sufficiente  che la squadra, di quattro elementi,  schieri due donne e due uomini. Poco importa quale sia l’ordine di chi gareggia. Non necessariamente uomini contro uomini e donne contro donne.

Tanto che, al debutto della specialità, chi ha vinto contro avversari maschi è Britta Steffen, l’unica fanciulla schierata a chiudere il quartetto tedesco. Ha sfruttato il vantaggio che il penultimo suo socio, il delfinista Helge Meeuw, le ha portato in dote.

Dicono quelli che c’erano che bisogna mettere ancora a punto le strategie, ma quella nell’Emirato era una gara sperimentale di Coppa del mondo, non un gioco ozioso di burloni dotati di ottima acquaticità. Al momento l’esperimento può attuarsi soltanto in vasca corta, poi ci sarà il test in Lega europea.

Lapidario  il giudizio di Paolo Barelli, presidente Fin, tradizionalista, che dice senza mezzi termini “Non c’è bisogno di innovare a tutti i costi”.

In effetti del nuoto promiscuo non avvertivamo la necessità e tantomeno l’urgenza, anche perché lo sport nuota nelle illazioni dopo il risultato dei 400 misti femminili olimpici di Londra, con la cinese Ye Shiwen capace di fare meglio per 17 centesimi rispetto al mistista statunitense Ryan Lochte, che adesso molti dileggiano. Anche se la sua frazione è valsa l’oro al quartetto Usa.

Stavamo del resto bene quando i tuffi sincronizzati non esistevano. Li pensavamo riservati alle gemelli omozigote, le sole che non avrebbero mai litigato per un errore dell’una o dell’altra. Ci auguravamo persino che le gemelle Kessler, a fine carriera, potessero cimentarsi nella nuova specialità.

Non sappiamo se il nuoto così promiscuo avrà successo. A noi piace poco, ma come tutti quelli che sono fieri di ricredersi, per opportunismo, quando questa strana disciplina diventerà olimpica diremo che l’avevamo intuito, all’esordio. Scriveremo, insomma, di una premonizione.

Leggi anche:

Quando la DS si occupava di sport
Lettera di un(a)normale iposportiva
Wada, urge il passaporto biologico
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: